Martedì sera. Errore errore. Lo ammetto. La vita incalza: lezioni, lavori ed ex lavori, spese e antibiotici.
Cene da preparare e pavimenti da lavare. Bagni da pulire e camicie - sempre infinite (ma si moltiplicano durante la notte??) - da stirare. Ma tra tutto un errore madornale. Non mi fraintendete. Nessuna camicia bianca diventata rosa o treni di mutande fantasia trasformati in blu notte. Nessun buco nei muri o per terra (solo uno sul tappetino della cucina, causa ferro da stiro, ma l'episodio di violenza domestica ve lo racconto un'altra volta). Nessuna bici rubata (per ora!) e nessun piatto rotto (solo 2 tazze). L'errore più grande è stato lasciare indietro il blog.
Buffo. Sto tutto il giorno a lezione a cercare di capire come scrivere e la sera l'ultima cosa a cui pensi è farlo. È farvi sentire che abbiamo voglia di raccontarvi tutto quello che ci succede, che faccio sempre 4 piani di scale a piedi, che ho fatto amicizia con il tabaccaio, che i panettieri sono cari accidentati (5 cenci 5 euro...!), che Albe parcheggia la macchina tra un passo carraio e il posto per l'handicappato, che i cenci qui si chiamano chiacchere, che la mia nipoNina (ovvero la mia nipotina NIna) ha ricevuto il battesimo, che le frittelle si chiamano frittelle anche qui, a Milàn.
L'errore più grande è stato lasciare indietro il blog perchè è come se vi avessi impedito di vedere la nostra vita, come se non avessi sfruttato tutte le carte che ho in mano per comunicare con voi.E lo farei anche di mestiere... Ci vediamo a Firenze quando torniamo, certo, ma come poter rendervi l'atmosfera che si respira qui? Come farvi capire che ci mancate e che il sabato mattina facciamo le pulizie con il festival della canzone italiana d'autore, da un disimpegnato Vasco al sano Battisti?
La risposta: scrivere, scrivere, scrivere.
Ci sono tante cose che voglio raccontarvi. Da domani si inizia.
È tardi. Da Milano è tutto. Passo e chiudo, anzi, posto e apro.
A domani.
S.
martedì 8 febbraio 2011
mercoledì 12 gennaio 2011
1+1
Interrompo questo lungo silenzio con una reminiscenza universitaria che non posso che condividere con gli sparutissimi visitatori che si affacciano sul blog in questo periodo.
Il mio professore di analisi matematica un giorno fece l’osservazione probabilmente più intrigante da indirizzare a tutti coloro che sostengono di non essere portati per la matematica: “se pensate che la matematica sia difficile, è perché non vi rendete conto di quanto sia difficile la vita”. Il silenzio può riprendere.
Il mio professore di analisi matematica un giorno fece l’osservazione probabilmente più intrigante da indirizzare a tutti coloro che sostengono di non essere portati per la matematica: “se pensate che la matematica sia difficile, è perché non vi rendete conto di quanto sia difficile la vita”. Il silenzio può riprendere.
sabato 25 dicembre 2010
In prima linea

Rimettere il Natale a suo posto non è sempre facile.
Ci abbiamo provato, anche se poi, come spesso succede, ci si accorge che quelli a cui si doveva insegnare hanno da dire parecchio più di noi.
Quindi a casa Masini, mentre i "grandi" si sforzavano di far capire ai "piccoli" cosa fosse davvero il Natale, giocandosi la carta-Alberto nei panni del fantasma Braccino, ovvero lo spirito non generoso, i piccoli mostravano evidenti segni di compassione verso di noi. Parlando sotto l'albero Elia, 5 anni, saggio e impenetrabile, tiene la sua lezione di teologia avanzata per tutta la banda (Althea 7, Ariel 4, Nina 3, Livio, 2 mesi circa):
"Gesù è quell'uomo che è voluto andare sulla croce. Sapete, un uomo scomodo."
Azzardo e domando: "perchè?"
"Perchè diceva cosa scomode. Tipo che tutti gli uomini erano uguali".
Forse è meglio che vada a prendere una penna e inizi a prendere appunti.
S.
sabato 18 dicembre 2010
Benvenuti al Sud
In partenza per Firenze, ritardati dalla neve di questi giorni.
Leggiamo dal sito di Autostrade: "Consigliamo di utilizzare, in alternativa alla A1 Milano-Napoli, dal nord verso il sud, e viceversa, la A14 Bologna-Taranto".
Leggiamo dal sito di Autostrade: "Consigliamo di utilizzare, in alternativa alla A1 Milano-Napoli, dal nord verso il sud, e viceversa, la A14 Bologna-Taranto".
sabato 27 novembre 2010
Edizione straordinaria - Premio F.A.V.A. del 27 novembre 2010

Signori e Signore non si era mai verificato.
Sono quasi emozionata, mi tremano le mani, gli occhi e anche un po' la sedia al solo pensiero della notizia che vi sto per dare.
Dall'istituzione del Premio che voi ormai ben conoscete non era mai successa una congiuntura simile. Questo potrebbe significare molto: nuove visioni del rapporto tra uomo e donna, le differenze del genere, l'inferiorità e la superiorità, nuovi confini del conflitto e della sua gestione, una ridiscussione completa sui meandri della mente, sui sogni, i dejavu, i lapsus e, perchè no, anche le parolacce.
Ma non voglio dilungarmi troppo.
Oggi, per la prima volta, due, dico, due persone hanno vinto il Premio F.A.V.A. contemporaneamente.
Si tratta di me e di Alberto.
Sabato pomeriggio, 14.38. Si parla di strategie di comunicazione. Alberto mi chiede:
-"Ma la macchina?"
Vai.
Dimenticata. Completamente. Pulizia strade causa mercato del sabato mattina.
Dopo che avevamo anche parlato tutto il giorno di come fosse comodo il parchetto dove parcheggiamo di solito, non ci era nemmeno venuto in mente che stanotte la macchina andasse spostata.
L'Odina* a quest'ora potrebbe essere a Pero.
- una corsa in taxi per raggiungere Pero, 40 euro, con Mastercard
- una multa per divieto di sosta, massima potenza, 168 euro con Mastercard
- l'addebito del trasporto della macchina fino al deposito auto, circa 80 euro, con Mastercard
- un Premio F.A.V.A. per due, priceless.
È in questi momenti che non ho dubbi. Siamo veramente fatti l'uno per l'altra.
S.
*per chi ancora non lo sapesse è il nome della nostra macchina.
venerdì 26 novembre 2010
I ragazzi di San Frediano
Sabato sera, ristorante consigliato dal mio parrucchiere. Dritta sicura.
Locale accogliente, Clientela mista italiani/stranieri (stranieri mediamente evoluti).
Per l'appunto, negli stessi minuti si sta giocando milan fiorentina. Visto che su un muro campeggia un giglio con una grande scritta "San Frediano viola", mi sento autorizzato a chiedere intorno alle 10.30 quanto sia finita la partita. Tommaso, un cameriere alto e pelato, risponde pronto: "Non lo so e non mi interessa. Il calcio moderno non mi piace". In tempo zero, è già un mio idolo assoluto, che colloco nella top ten dei personaggi di cui avere un poster un camera, tra i quali: il comandante Marcos, Bava Beccaris, Freddie Mercury e il generale San Martin. Nel mio piatto la tagliata, già interessante, vira decisamente verso l'"eccellente".
Arrivati all'altezza di cantucci e vin santo, l'Idolo torna alla carica: "Mi piace lavorare qua, siamo tutti ultras". Tra i discorsi meno seri, ci confida che è contentissimo perché sta per diventare babbo.
Insomma, se volete mangiare la carne buona, andate al ristorante i'Raddi nell'unica parte di Firenze che ancora assomiglia a se stessa.
Se dichiarate che vi mancano le cariche della polizia in curva vi fanno anche il 20% di sconto.
A.
Ps. i gobbi -giustamente- rimangono fuori.
Locale accogliente, Clientela mista italiani/stranieri (stranieri mediamente evoluti).
Per l'appunto, negli stessi minuti si sta giocando milan fiorentina. Visto che su un muro campeggia un giglio con una grande scritta "San Frediano viola", mi sento autorizzato a chiedere intorno alle 10.30 quanto sia finita la partita. Tommaso, un cameriere alto e pelato, risponde pronto: "Non lo so e non mi interessa. Il calcio moderno non mi piace". In tempo zero, è già un mio idolo assoluto, che colloco nella top ten dei personaggi di cui avere un poster un camera, tra i quali: il comandante Marcos, Bava Beccaris, Freddie Mercury e il generale San Martin. Nel mio piatto la tagliata, già interessante, vira decisamente verso l'"eccellente".
Arrivati all'altezza di cantucci e vin santo, l'Idolo torna alla carica: "Mi piace lavorare qua, siamo tutti ultras". Tra i discorsi meno seri, ci confida che è contentissimo perché sta per diventare babbo.
Insomma, se volete mangiare la carne buona, andate al ristorante i'Raddi nell'unica parte di Firenze che ancora assomiglia a se stessa.
Se dichiarate che vi mancano le cariche della polizia in curva vi fanno anche il 20% di sconto.
A.
Ps. i gobbi -giustamente- rimangono fuori.
Etichette:
calcio,
cibo,
fiorentina,
firenze,
ristoranti,
ultras
domenica 14 novembre 2010
Come eravamo
A causa di lavori di ammodernamento nella dimora di T5, si avvisano i gentili ospiti di attendere con pazienza fino a quando non sarà nuovamente possibile riceverli per il consueto consumo di alcolici serale.
Certi che saprete aspettare l'imminente arrivo della cantinetta dei vini, ci scusiamo per l'inconveniente.
Iscriviti a:
Post (Atom)