Visualizzazione post con etichetta vino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vino. Mostra tutti i post

domenica 5 febbraio 2012

Considerazioni a margine di una bufera di neve




Mercoledì sera chiacchierata con Franz all'enoteca Il Cavallante a Porta Romana. Posto carino e con selezione di vini dignitosissima, peccato che i gestori si rivelino sempre molto antipatici.
Alcune delle cose che ho imparato:
  • il friulano di Sirch è un vino che consiglierei
  • è difficile parlare di qualcosa di diverso dalle dinamiche lavorative se in ufficio ci passi almeno 10 ore al giorno (pranzo escluso)
  • Gerard Berger è la società di consulenza del momento (qualunque cosa questo significhi)
  • a Milano oggi conviene stare in affitto anziché comprare casa (ma, come si dice da tempo immemore, fra un anno i prezzi crolleranno)
  • ci sarebbe tanto bisogno della pace nel mondo
  • avere un coinquilino ti permette di attingere al suo parco cravatte garantendoti un deciso salto in avanti a livello di immagine
  • fingere spudoratamente di riconoscere la gente che ti saluta chiamandoti per nome (ma dei quali non ricordi neanche dove vi siate conosciuti) è una tattica che alla lunga paga
  • i rasta spesso guidano le M3
  • una moglie a casa in attesa che torni il marito è capace di stirare 5 camicie, 4 magliette, 1 golf, 1 felpa, 1 tovaglia e contemporaneamente commuovesi guardando Lawrence d'Arabia in lingua originale
  • guidare il motorino sul pavè quando nevica e c'è qualche grado sotto lo zero è pericoloso e c'è bisogno di affidarsi agli angeli custodi per tornare a casa integri
  • gli angeli custodi non tradiscono

giovedì 2 febbraio 2012

Regali e affini

Albe mi segnala un evento goduriosissimo, targato AIS Piemonte. Sauternes e Barsac, dolci da leggenda.
Tra i vini in degustazione Yquem del 1983, Fargues 1986, Climens del 1967, ecc ecc.
Prendo l'iniziativa.
@ Sà andiamoci. Follia ma va fatta.
@ Albe (con rumore di registratore di cassa di sottofondo) 190 euro solo di degustazione. Poi c'è da arrivarci, in Piemonte. Regalo per i miei 30 anni?
@ Sà Io il regalo per i 30 anni te l'ho già fatto.
@ Albe Allora ti faccio io il tuo in anticipo!
@ Sà Penserai mica di cavartela con 100 euro? Barbone.


E in un attimo, mi tornano in mente le parole della Vecchia, detta Highlander (la Bruna immortale), che tutte le volte che le rispondevo storta per qualche piacere che domandava, mi diceva:
"A fà di' bbene a' ciuchi, e si piglia le pedate."


È proprio vero: gli anziani sono depositari di una saggezza d'annata. Quasi come lo Chateau d'Yquem.


S.

lunedì 23 gennaio 2012

Apprendista Sommelier lez. 1 - Come stappare una bottiglia di spumante

Ho assistito sovente a stappature di bottiglie di spumante effettuate in maniera indegna. Perché non si rinnovi in me questo dolore in futuro, fornisco di seguito alcuni utili suggerimenti.
  • Immergere la bottiglia in un secchiello con ghiaccio e portare la bottiglia alla giusta temperatura di servizio. Prediligere le magnum alle semplici champagnotte, per non correre il rischio che qualcuno rimanga sobrio.
  • Togliere la bottiglia dal secchiello del ghiaccio e asciugarla con un tovagliolo di servizio per evitare lo sgocciolamento dell’acqua.
  • Fissare i commensali con occhi iniettati di sangue (evitare di avvantaggiarsi con utilizzo di droghe, il sommelier deve essere sempre elegante e appopriato). Presentare la bottiglia ai commensali tenendola con le due mani, annunciando a gran voce il nome del vino, l’annata, il nome del produttore e l’eventuale cru.
  • Porre la bottiglia sul tavolo di servizio con l’etichetta rivolta verso i commensali e togliere la stagnola che ricopre la capsula.
  • Tenere saldamente la bottiglia con le due mani e agitarla vigorosamente con moto longitudinale.
  • Tenere saldamente con la mano sinistra il collo della bottiglia, tenendo il pollice sul tappo, e svitare la gabbietta con la mano destra.
  • Togliere la gabbietta e metterla su un piattino.
  • Alzare la bottiglia dal tavolo, stringerla saldamente con una mano mentre con il pollice dell'altra si fa leva sul tappo. Nel caso questa operazione risultasse difficoltosa, utilizzare l’apposita pinza.
  • Inclinare la sommità della bottiglia verso l'alto o direttamente verso i commensali, qualora le circostanze dell'evento lo permettano.
  • Eiettare il tappo con violenza, quindi portare il pollice della mano alla bocca della bottiglia e fare pressione per aumentare l'intensità del flusso di liquido che trabocca.
  • Puntando la bottiglia come se si stesse utilizzando un'arma automatica, innaffiare nell'ordine: il pontefice, i cardinali, i vescovi, i prelati, le donne (cominciando dalla più anziana), le religiose, il presidente della repubblica, il presidente del Senato, il presidente della Camera, il presidente del Consiglio, i ministri, i parlamentari, gli ufficiali di corpo d'armata, i carabinieri, tutti gli altri uomini. Durante l'operazione, urlare come se si fosse posseduti dal demonio.
  • Quando la pressione del liquido risulti ormai troppo scarsa, versarsi lo spumante tra i capelli agitandoli con una mano.
  • Appoggiare la bottiglia sul tavolo. Recuperare il tappo della bottiglia e annusarlo per riconoscere eventuali odori anomali. Riporlo poi sull’apposito piattino, insieme alla gabbietta, per presentarlo al cliente che ne volesse verificare la qualità.
  • Tracannare il residuo attaccandosi direttamente alla bottiglia. Fare un rapido esame organolettico del vino, per verificare che non siano presenti difetti.
  • Nel caso all'assaggio la bottiglia presenti anomalie, ripetere le operazioni precedenti scusandosi con il cliente, spiegandogli il motivo della sostituzione e garantendo doccia, sapone, ciabatte e asciugamani per tutti.

giovedì 29 dicembre 2011

Vittime eccellenti/5


Stappare un Brichet di Casa Coste Piane è sempre un'emozione. E' il classico vino che a scatola chiusa verrebbe scartato, perchè non politicamente corretto. Ci sarà qualcuno che nella sua torbidità vedrà un vino malato.
I progressisti lo tirano per la giacchetta, ma Casa Coste Piane è un prosecco molto reazionario. E' l'archetipo di ciò che non si dovrebbe fare oggi secondo i dettami comuni, ma si fa lo stesso per amore della tradizione e della propria storia. E' un monumento alla libertà di spirito, è scegliere quello che si è sempre stati e conservare ciò che del passato portiamo dentro.
In bocca all'inizio è un vino scorbutico, come i colleghi che non si scelgono ma si trovano. E allora tocca adattarsi. Richiede di mangiarci qualcosa su, di condividere qualcosa. E allora si scioglie, rimane sapido e fresco, piacevole a bersi, semplice come semplici dovrebbero essere i rapporti di lavoro, scevri di sovrastrutture, di invidie, di bassezze. E più si approfondisce e più si dovrebbe ritrovare chi siamo veramente, come questa glera che prende il nome da un contadino piccolo piccolo, una bottiglia sul cui fondo abbiamo trovato tanti lieviti morti, che hanno combattuto, perdendo, la loro battaglia per donare a noi, creature di Dio privilegiate, un'emozione speciale.

Poi bevi una magnum di barolo e ti chiedi se il piatto la reggerà, se gli ospiti saranno abbastanza assetati da rendergli onore. E qui si fa una scoperta, perché finisce tutto. Questo bestione timido al naso -un po' di confettura, un po' di liquirizia e poco altro- in bocca sa il fatto suo. Sa essere un collega saggio, che parla poco e dispensa piano piano quello che sa. E' ancora un po' ruvido in bocca, ma non brucia, scalda con la sua strutturona densa. Così il mondo non sembra a due dimensioni, ma ne acquista una terza che dà spessore, peso e, soprattutto, senso.

Casa Coste Piane - Brichet Glera naturalmente frizzante... - 85 punti
Bovio - Barolo DOCG Villa Arborina 2005 Magnum - 88 punti

domenica 2 ottobre 2011

Vittime eccellenti / 2


Toros - Collio DOC Friulano 2008
Abbazia di Novacella - AA Valle Isarco DOC Sylvaner 2010

Se ne sono andate insieme, novelle Eurialo e Niso. Nate distanti, ma accomunate dall'essere prodotte in terre di confine, l'una in Venezia Giulia, l'altra in Alto Adige, fino all'ultimo non hanno mai abbassato la testa né hanno tradito la prima fiera impressione.
Prima Luigi, poi anche Franz a cena, a confrontarsi sulla sceneggiatura, sulla caustica comicità dei Soliti idioti e sulla tenuta delle gomme Pirelli in curva.
Giallo cristallino verso il dorato, il vino di Toros è grasso e pensoso, lungo in bocca, aromatico come sanno essere i vini di quella terra che io e Saschia amiamo tanto. Anche quest'anno 18 punti sulla guida dell'Espresso. E come dalla nostra conversazione si succedevano le più disparate divagazioni, come suole accadere tra amici, quelle per le quali non c'è bisogno di sforzassi, ma tutto scorre via tranquillo, così ci ha accompagnato un interminabile susseguirsi di profumi di frutta gialla, di miele di acacia, di ginestra e di salvia. Lo finiamo quasi subito, tanto è invitante alla beva.
Il Sylvaner ci mette del suo per tenere testa all'altro. Vino perfezionista e nervoso, quasi teutonico nella sua fattura, non regge il confronto con il precedente per struttura e mineralità. È quasi un torto scolarselo dopo il friulano -mio errore di pianificazione-, ma per fortuna siamo molto più a nord di Bolzano, fa davvero freddo e non ci sono spazi per bonarie interpretazioni , nella cantina sociale chi non lavora alla perfezione non ha spazio. Ne esce fuori un vino buono ma non impegnativo, veramente ben fatto e con un prezzo da peso medio nella grande distribuzione.
Difficile trovare difetti a questi due eroici combattenti. Uno fatto da tradizione contadina secolare, l'altro inspessito da germanica scienza. Così, mentre la serata procede, non ci mettiamo neanche di impegno a resistere a due esperienze così appaganti. Cadono uno dopo l'altro e quasi non ce ne accorgiamo.
89 punti il tocai, 82 il sylvaner.

mercoledì 21 settembre 2011

Vittime eccellenti / 1


Ferrando - Cariola Erbaluce di Caluso DOC 2008

Pietro a cena. Mai pesante, poco alcol e la bella glicerina dovuta alla leggera sovramaturazione lo fanno scorrere in bocca con grande facilità.
Il tempo vola, si parla di cinema e di libri, di estate e di vecchi amici che non si vedono quasi più. Serata intensa, lunga, che lascia in bocca un vivace ricordo sapido, di quelli che sfumano con difficoltà. E così stamattina, quando andavo a lavoro, ancora lo sentivo.
84 punti.

Vittime eccellenti / 0

In T5 abbiamo una cantina invidiabile. Tante bottiglie conservate gelosamente, in attesa di ospiti con i quali stapparle. Che la gente ci creda o meno, infatti, io e Saschia non beviamo mai quando siamo soli.
La mattina successiva alla degustazione (a casa non si beve ma si degusta), quando scendo a prendere il motorino, lascio il vuoto nei contenitori del vetro in cortile.
Per bere non spendiamo mai grandi cifre, ma di sicuro si tratta di qualcosa quasi introvabile fuori dalla zona di produzione. Così mi capita sempre di provare una fitta al cuore quando lascio nel bidone le ricercate etichette in compagnia dei morettoni, delle nastro azzurro e dei bottiglioni San Severo rosso 2 litri provenienti dai condomini quadrumani e dai trucidi locali sotto casa.
I grandi personaggi non si seppelliscono nelle fosse comuni ma nei mausolei. Nelle prossime puntate proverò a dare degna sepoltura ai nostri eroi.

martedì 22 marzo 2011

Banana Republic

Sono indignato.
E' una vergogna.
La civiltà occidentale, e in particolare quella italiana, -è noto- è moribonda.
Di fronte a certe evidenze, ritengo però che l'estinzione sia un atto dovuto.
Non avete idea di cosa parli?
Cliccate qui.

domenica 14 novembre 2010

Come eravamo


A causa di lavori di ammodernamento nella dimora di T5, si avvisano i gentili ospiti di attendere con pazienza fino a quando non sarà nuovamente possibile riceverli per il consueto consumo di alcolici serale.
Certi che saprete aspettare l'imminente arrivo della cantinetta dei vini, ci scusiamo per l'inconveniente.

martedì 14 settembre 2010

Il mio nome è Maipù

Di seguito lo sforzo creativo di Salbe per raccontarvi
una delle più grandi menzogne che la letteratura di viaggio ricordi. Si legge sulla Lonely Planet: Maipù, culla vitivinicola dell'argentina da gustarsi girando allegramente per bodegas in bicicletta.

Arriviamo con l'autobus carichi di speranze e pronti alle degustazioni della vita con tanto di quadernino professionale alla mano, ma la realtà ci viene incontro.
E non è una veritas in vino. Non una vigna nel raggio di chilometri. Siamo consapevoli di trovarci di fronte a un'invenzione ad hoc per turisti creduloni.
Ma noi non ci stiamo. Denunciamo. Saschia, Albe, Maipù.

"Io non lo so chi c'ha ragione o chi no, se è una questione di etnia, di economia è difficile saperlo.
Quello che so è che è solo fantasia e che la lonely ci ha tradito e così sia, poche ore per un giro in bici per noi, così moderni.

C'era una volta qualche vigna, c'era una volta una cantina, c'era una volta e voglio che sia ancora...

E voglio i nomi di chi ha mentito, di chi ha parlato della terra giusta io non le vedo qui le vostre sante vigne (Mai mai mai pù)...
E voglio i nomi di chi si impegna a fare i conti con la propria vendemmia, bevete pure voi che avete ancora voglia..."

lunedì 12 aprile 2010

Il primo regalo di nozze


Giornata al Vinitaly. Sveglia alle 6, una porzione di parte cosciente di Saschia che mi passa a prendere, Messa pioneristica alle 7, colazione in piedi con cappuccio e cornetto integrale e via. Flettiamo i muscoli e siamo nel vuoto. Alle 10 ci accoglie Verona.
Non starò a farvi la lista dei produttori e dei vini (in ogni caso, molti) degustati. Siamo rimasti praticamente sempre nella zona del Friuli Venezia Giulia. Al cuore non si comanda. Abbiamo rivisto tanti amici e abbiamo conosciuto alcuni nuovi, futuri, potenziali clienti.
Siamo usciti con tanti biglietti da visita, 2 bottiglie di Pittars, 12 bicchieri da degustazione con la base impreziosita dalla scritta “Friuli Venezia Giulia Top white wines” (“Nessuno ha mai avuto la tua faccia tosta” ha confessato divertito un dipendente dell’ente promozione regione Friuli di fronte a una Saschia che ne chiedeva 24), una dichiarazione di amore per l’olio prodotto dagli oliveti di famiglia da parte di Silvana Forte, ma –soprattutto- la sensazione di aver capito che questo mondo fatto di vita e tradizione, di vigne e di terra, di amicizie personali lontane dalla frenesia delle città, è un’arena nella quale –da sposi- ci piacerebbe davvero lottare.

A

PS
Giusto qualche precisazione:
Alberto ha subito preso le distanze dal mio cornetto integrale, non annoverandolo tra gli alimenti degni di essere definiti colazione.
I miei adorati veneti non mi perdonerebbero mai se mi trasferissi a Cormons, per cui si dovrà cercare qualcosa a Conegliano.
Per i 12 bicchieri a me hanno insegnato che domandare è lecito. Io ne avevo chiesti 24, me ne hanno proposti 6. Ed ecco il primo regalo extra lista dai nostri amici friulani. Niente di più adatto dei bicchieri. Se devo essere sincera però mi rode un pochino non aver chiesto anche la sputacchiera e il cavatappi.
Un cliente che, dopo la confessione di voler aprire l'enoteca, ci dice "Siete ganzi", priceless. Mi sento ganza. E anche un po' priceless.
Solo un ringraziamento a Chi mi ha riportato a casa indenne dopo e con 12 bicchieri, sicuramente con più alcool che sangue nelle vene.

Verona Sud casello - collina di Baroncelli, 2 ore. Alboreto is nothing.

S.