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venerdì 5 agosto 2011

La nascita dei miti 1 - l'idraulico

Tutti nella loro vita, almeno una volta, hanno sentito (o fatto) la simpatica battuta dell'idraulico. La riassumo brevemente. "Ah, ah, ah, tu zitto a lavorare e, tèc, tua moglie chiama l'idraulico!". Senza dubbio, una battuta molto edificante.

Ci sono alcune cose di questo mito che non mi sono mai tornate. Punto primo. Assumendo che, come ci dice il mito, la vita sessuale degli idraulici sia molto attiva, viene da chiedersi come mai allora non presidino il loro posto di lavoro e come mai non se ne riesca mai a trovare nemmeno uno. Il mondo, stando all'assunto, dovrebbe esserne pieno.
Punto secondo. Come mail, una volta trovato, ci vogliono dalle 2 alle 3 settimane perchè si decida a venire a risolvere il problema? Cosa fanno nel frattempo, prendono informazioni sulla padrona di casa?

Sono lieta di annunciarvi che ho capito da dove si genera il mito.

Sabato pomeriggio. Io, Albe siamo con M&M (Matte e Marta) alla SME di Susegana (posto codice, andateci tutti). Albe si illumina e trova dei pezzi per aggiustare la lavatrice che, da qualche tempo, perde un po' d'acqua mentre effettua il lavaggio. Una cosina da niente che io, dozzinalmente (come direbbe mio marito), avevo ovviato posizionando in modo strategico un piattino sotto la giuntura del tubo che perdeva.
Albe si esalta e li compra tutti. Arriviamo a casa. Chiaramente, come quando un bambino ha i pezzi nuovi del lego, Albe ci si mette subito ad armeggiare. Parte esaltato, ma vedo che l'entusiasmo scende in picchiata. Dopo 20 minuti siamo al "Basta, non funzionano."
Azzardo un: "Amore, hai rimesso tutto a posto?"
Albe mi guarda, come se lo avessi offeso nel profondo: "Ovvio che sì."

Molto bene.
Due giorni dopo. SMS di Albe "Ho bisogno della camicia bianca. Puoi mandare la lavatrice?"
Io, già vestita da palestra con ipod nelle orecchie e mizuno ai piedi, con solerzia, la mando subito. Prima di partire controllo 5 minuti una cosa su internet. Mi accorgo che è tardi, metto un piede in terra e sento un inconfondibile CIAFF.
Guardo in terra. Un lago. Ma non un lago per dire che c'era un pochina di acqua. No, no, un lago!

Nell'ordine: maledico Alberto, chiamo Alberto per maledirlo e arrivo all'esasperazione quando mi dice: "Dai, tra mezz'ora sono a casa! Risolvo tutto io!"
Tra mezz'ora sei a casa? Tra mezz'ora a casa ci saranno anche i delfini e le cozze sulla parte bassa dei mobili se non ci muoviamo.
Per togliere l'acqua si sono rivelati inutili, nell'ordine: stracci, mocio, spugne e asciugamani. Non restava che una soluzione. La granata e la cassetta. Ho spazzato via l'acqua da casa.

Tirando le fila, dico: mettiamoci nei panni di una povera donna che si trova in una situazione del genere. Secondo voi opterà per:
Istinto A: macchiarsi dell'omicidio del marito
Istinto B: macchiarsi di adulterio con l'idraulico (appena decide di arrivare)
Istinto C: macchiarsi pantaloni, scarpe, tappeti, magliette preferite, cercando di tamponare l'acqua per istinto di sopravvivenza.

Io sono finita nell'istinto C, ma ho ancora molto da imparare...

S.

mercoledì 27 luglio 2011

La nascita dei miti

Dopo l'acclamatissimo Premio Fava, che, ricordiamolo, riprenderà in settembre (per dare modo ai partecipanti di fare ritiri e preparazioni), nasce una nuova rubrica.

La nascita dei miti.

Vi siete mai domandati il perchè dell'insorgere di alcune leggende metropolitane che non ci si riesce nemmeno a spiegare come siano partite, ma popolano il nostro cervello praticamente da sempre? Le diamo per assodate, non come delle uova, ma come una parte del bagaglio di conoscenze di base che è necessario conoscere a menadito per poter vivere nel mondo come degli integrati.

Non nego che ci sia una certa soddisfazione quando ci si rende conto da dove scaturiscano questi miti, questi racconti che popolano la memoria collettiva, che li considera non solo verosimili, ma potenzialmente necessari.

Il perchè di una rubrica? Alla luce dell'eroica esperienza quotidiana, dei meravigliosi fatti che avvengono quotidianamente, se si presta solo un po' di attenzione, si riesce a scoprire da dove nascano questi miti e a spiegarsi tante cose. Dare un significato a quello che ci sembra scontato. Scostare il velo. Aprire il forziere. Insomma, quello che vi rende meglio l'idea, il messaggio lo avete capito.

Partiamo quindi.

Se avete avuto anche voi qualche epifania su come nascano questi miti, mandateci una mail! Verificheremo e li tratteremo presto!