"Titolo: La mia sorella
La mia sorella si chiama Ilaria, ed è un po' grassoccia ma è bella e io la chiamo big buble.
Prima di andare a dormire gli faccio Dracula sopra la testa perché ha paura.
Io se cado sulla sua pancia non mi faccio nulla."
Pensierino di Chiara Masini su Ilaria Masini
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mercoledì 13 giugno 2012
12 aprile 1980 Pensierino
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lunedì 11 ottobre 2010
E se fosse una questione di ritmo?
Pubblichiamo, per chi si fosse un attimo assopito, per chi non avesse sentito, per chi era distratto, per chi la voleva risentire, per chi non c'era, o semplicemente, soprattutto, per noi, l'intenzione della sorella Ilaria e di Matteo.
"E se fosse una questione di ritmo?
Tutti i sentimenti della vita scaturiscono da questo segreto: il ritmo delle cose.
E ci vuole pochissimo per mancare l’amore, quando le cose si dispiegano troppo lente o troppo veloci."
P. Sorrentino
L’amore è vitale e la vita può essere:
un’eclissi solare, tanta bicicletta,
apprezzare le diversità altrui,
addormentarsi da soli, lo studio,
le stesse esperienze, le diverse esperienze,
la fatica, la discussione e il confronto,
il riposo, la sintonia e il piacere di scoprire che la pensi allo stesso modo,
la convivenza, la tua città, il mare,
un lettone scomodo,
il fare la spesa, la canoa, i cani,
il silenzio della campagna, il rumore dell’autostrada,
i bilanci,
un altro 4 settembre,
un sagrato di una chiesa per stare più vicini a Dio,
una casa nuova, le cene, gli amici,
l’ordine e il disordine,
km di siepe e ringhiere,
un lettone finalmente comodo,
elia detto pillow,
la professione,
altri amici, e ancora tante cose da imparare,
il detto, il non detto,
il pensiero e l’esperienza,
le lucciole che non ci sono più,
le cravatte, la musica, correre,
i riti di cui avremmo tanto bisogno, ma ai quali non riusciamo più a star dietro,
le porte finestre, il cuculo, il teatro,
un’altra nina,
ridere, dormire tutta la notte,
la scuola, le au pair, il cinema,
le tartarughe, i libri, il canone,
la confusione, i giochi,
babbo natale e le sue storie,
ballare in salotto, andare a cena fuori,
il tempo che corre veloce,
un altro bambino senza nome,
la tenda, la sabbia, le apuane,
il vino e i parenti,
il ritmo appunto,
i dettagli,
ma soprattutto: le sfumature.
Buon viaggio anche a voi.
Ilaria e Matteo
"E se fosse una questione di ritmo?
Tutti i sentimenti della vita scaturiscono da questo segreto: il ritmo delle cose.
E ci vuole pochissimo per mancare l’amore, quando le cose si dispiegano troppo lente o troppo veloci."
P. Sorrentino
L’amore è vitale e la vita può essere:
un’eclissi solare, tanta bicicletta,
apprezzare le diversità altrui,
addormentarsi da soli, lo studio,
le stesse esperienze, le diverse esperienze,
la fatica, la discussione e il confronto,
il riposo, la sintonia e il piacere di scoprire che la pensi allo stesso modo,
la convivenza, la tua città, il mare,
un lettone scomodo,
il fare la spesa, la canoa, i cani,
il silenzio della campagna, il rumore dell’autostrada,
i bilanci,
un altro 4 settembre,
un sagrato di una chiesa per stare più vicini a Dio,
una casa nuova, le cene, gli amici,
l’ordine e il disordine,
km di siepe e ringhiere,
un lettone finalmente comodo,
elia detto pillow,
la professione,
altri amici, e ancora tante cose da imparare,
il detto, il non detto,
il pensiero e l’esperienza,
le lucciole che non ci sono più,
le cravatte, la musica, correre,
i riti di cui avremmo tanto bisogno, ma ai quali non riusciamo più a star dietro,
le porte finestre, il cuculo, il teatro,
un’altra nina,
ridere, dormire tutta la notte,
la scuola, le au pair, il cinema,
le tartarughe, i libri, il canone,
la confusione, i giochi,
babbo natale e le sue storie,
ballare in salotto, andare a cena fuori,
il tempo che corre veloce,
un altro bambino senza nome,
la tenda, la sabbia, le apuane,
il vino e i parenti,
il ritmo appunto,
i dettagli,
ma soprattutto: le sfumature.
Buon viaggio anche a voi.
Ilaria e Matteo
lunedì 26 aprile 2010
Un'allegra coppia di reazionari
Incontri ravvicinati del lunedì mattina. Incontri ravvicinati con una tesi di laurea sulla violenza sulle donne. Ma che bel tema attuale.
Tutti conoscono il mio amore per certi temi, specie su argomenti filofemministi.
Scrivo ad Albe su skype - il nostro mezzo di comunicazione preferito (siamo praticamente andati in crisi quando, per un mese, il nuovo proxy* di Mediaset non lo faceva funzionare):
"Tesi sulla violenza sulle donne. Mi uccidi?"
Albe, laconico.
"No.
Non ancora. Aspetto che siamo una famiglia.
Devo verificare le statistiche e dimostrare che la famiglia è un male.
Comunque la violenza sulle donne mi sembra una questione attuale. Falle i complimenti. Immagino si limiti al mondo occidentale."
A questo punto non mi resta che aspettare con ansia il giorno in cui Albe tornerà a casa con un'ascia in mano e mi dirà: "Saschia, sono a casa...".
Quel giorno, forse, mi pentitò di esser stata così poco femminista.
Ma lo escludo.
S.
* "È un aggeggio che si frappone tra il computer e internet per filtrare le informazioni" Ing. Catelani dixit.
Tutti conoscono il mio amore per certi temi, specie su argomenti filofemministi.
Scrivo ad Albe su skype - il nostro mezzo di comunicazione preferito (siamo praticamente andati in crisi quando, per un mese, il nuovo proxy* di Mediaset non lo faceva funzionare):
"Tesi sulla violenza sulle donne. Mi uccidi?"
Albe, laconico.
"No.
Non ancora. Aspetto che siamo una famiglia.
Devo verificare le statistiche e dimostrare che la famiglia è un male.
Comunque la violenza sulle donne mi sembra una questione attuale. Falle i complimenti. Immagino si limiti al mondo occidentale."
A questo punto non mi resta che aspettare con ansia il giorno in cui Albe tornerà a casa con un'ascia in mano e mi dirà: "Saschia, sono a casa...".
Quel giorno, forse, mi pentitò di esser stata così poco femminista.
Ma lo escludo.
S.
* "È un aggeggio che si frappone tra il computer e internet per filtrare le informazioni" Ing. Catelani dixit.
giovedì 25 febbraio 2010
Uno di famiglia
Saschia non mi ha capito da subito (qualcuno ironizzerà sul fatto che anche ora abbia delle difficoltà, ma farò finta di ignorarlo). Prima di arrivare a quella complicità figlia di anni di frequentazione (e di sopportazione, aggiungerei, ma farò finta di ignorarmi) c’è stato qualcun altro nella famiglia Masini che mi ha apprezzato davvero e si è gettato al collo, ben prima –molto prima- di quanto abbia fatto Saschia.
Quando ci siamo incontrati per la prima volta ha voluto dimostrarmi il suo affetto prendendomi al collo e quasi gettandomi a terra, guardandomi con occhi grandi e profondi. Un fiuto infallibile. Mentre nessuno credeva in noi, forse nemmeno noi stessi (si vocifera addirittura di “amici” che si facevano beffe della lealtà e sconsigliavano a uno di frequentare l’altro), lui c’era. Io così ero già uno dei Masini, prima di parlare con Tatiana, prima di discutere di calcio con Marzio, prima di confrontarmi con le due sorelle, che per il momento credo avessi visto a malapena in qualche foto.
Gli sono grato per questo. Davvero. Con Saschia non è andato tutto liscio fin dall’inizio. Direi anzi che ci siamo conquistati senza scorciatoie, con qualche sana sportellata, soffrendo anche per lunghi periodi. Tra tutti, lui, in quell’inizio così tormentato, ha sempre dimostrato in me una fede incrollabile, un attaccamento senza precedenti, un’adesione totale e mai interessata.
Si chiamava Ubaldo. Era il cane di casa. Parlo al passato perché ora non c’è più. E’ sulla sua nuvolina e ci guarda dall’alto. Non sono un amante degli animali ma sono convinto che il 4 settembre ci sarà un po’ anche lui a fare il tifo, con la sua mole gigantesca da lupano, le movenze scomposte e il suo sbavucchiare incurante e adorabile.
Ubaldo, sì, primo tra i Masini, mi ha voluto molto bene.
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