Che cosa ne vuoi fare?!
Qualche sera fa io avrei avuto tanta tentazione di tirarlo in testa a due individui particolarmente molesti che, in un cinema vuoto, hanno fatto alzare le uniche quattro persone sedute, perché occupavano i loro posti. Due delle quattro eravamo io e mamma Tatiana.
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lunedì 27 febbraio 2012
Datemi un martello
sabato 27 novembre 2010
Edizione straordinaria - Premio F.A.V.A. del 27 novembre 2010

Signori e Signore non si era mai verificato.
Sono quasi emozionata, mi tremano le mani, gli occhi e anche un po' la sedia al solo pensiero della notizia che vi sto per dare.
Dall'istituzione del Premio che voi ormai ben conoscete non era mai successa una congiuntura simile. Questo potrebbe significare molto: nuove visioni del rapporto tra uomo e donna, le differenze del genere, l'inferiorità e la superiorità, nuovi confini del conflitto e della sua gestione, una ridiscussione completa sui meandri della mente, sui sogni, i dejavu, i lapsus e, perchè no, anche le parolacce.
Ma non voglio dilungarmi troppo.
Oggi, per la prima volta, due, dico, due persone hanno vinto il Premio F.A.V.A. contemporaneamente.
Si tratta di me e di Alberto.
Sabato pomeriggio, 14.38. Si parla di strategie di comunicazione. Alberto mi chiede:
-"Ma la macchina?"
Vai.
Dimenticata. Completamente. Pulizia strade causa mercato del sabato mattina.
Dopo che avevamo anche parlato tutto il giorno di come fosse comodo il parchetto dove parcheggiamo di solito, non ci era nemmeno venuto in mente che stanotte la macchina andasse spostata.
L'Odina* a quest'ora potrebbe essere a Pero.
- una corsa in taxi per raggiungere Pero, 40 euro, con Mastercard
- una multa per divieto di sosta, massima potenza, 168 euro con Mastercard
- l'addebito del trasporto della macchina fino al deposito auto, circa 80 euro, con Mastercard
- un Premio F.A.V.A. per due, priceless.
È in questi momenti che non ho dubbi. Siamo veramente fatti l'uno per l'altra.
S.
*per chi ancora non lo sapesse è il nome della nostra macchina.
martedì 9 novembre 2010
Premio F.A.V.A.

C'è il Premio Nobel, che ogni anno ci delizia con riconoscimenti inutili sui temi più disparati. Il premio Strega, gli Emmy, Miss Italia, il Festival di Cannes, il Festival di Sanremo e il Festival del cioccolato.
A Casa Catelani, per non sentirci inferiori a nessuno, abbiamo ideato il Premio F.A.V.A.
Ecco, lo sapevo. Cosa ridete? Il Premio F.A.V.A. è molto di più di queste onorificenze sporadiche. È il Premio quotidiano per Fatti Assolutamente Veri Accaduti. Di che tipo di fatti si tratti, lo dice il nome stesso. È un premio ambito che ogni giorno vede schierati in battaglia, accanitissimi, la sottoscritta e il Catelani.
La sera, verso le 11 al massimo, si decreta, a giudizio insindacabile di uno dei due, il vincitore.
Stasera ho vinto io, staccando di molto il Catelani che - pietoso - per cercare di riprendermi, ha rovesciato un bicchiere pieno d'acqua su computer di lavoro e pavimento.
Niente da fare, io ormai ero già in volata. In volata davvero.
Brevemente. Qui a Milano i mezzi pubblici funzionano alla grande. Ma pervasa da uno spirito green che non sapevo nemmeno di avere, probabilmente disinibita dai fumi della raccolta differenziata, ho deciso di acquistare un bicicletta nera e di spostarmi così su due ruote poetiche, sfrecciando tra macchine e tram.
Dopo 110 m dall'acquisto, 110 m fatali, prendo contatto da vicino, molto da vicino, con ciò che da sempre mi veniva ripetuto su Milano: "occhio alle rotaie del tram".
Così, ho fatto davvero la volata, ma per terra. Ho battuto una mina micidiale dopo neanche 60 secondi che avevo la mia bicicletta nuova. Ho fatto anche tutto in autonomia, compreso bloccare il traffico di corso San Gottardo che non riusciva a capire chi fosse la fava (per l'appunto) che era riuscita a finire sotto una macchina da sola. Mi è anche passato accanto un ciclista esperto che, ben lontano dal darmi una mano, mi ha guardato con un'espressione a metà tra il disprezzo e la tenerezza.
È stato orribile, ma per il Premio F.A.V.A. questo e molto, molto altro.
S.
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