"Piuttosto che".
La prima volta che in mia presenza un amico disinvolto e gaudente usò "piuttosto che" con valenza avversativa, anni fa, rimasi sbigottito, convinto di aver capito male. "Sai, Albert, questo è un modello fantastico. Lo puoi usare da un sacco di parti: in progettazione, piuttosto che in fase di test, piuttosto che in produzione...".
Piuttosto che.
Il bel mondo straripa di piuttosto che, con quel retrogusto snob che sa molto di famiglia facoltosa del nord. Percepisco che l'allure estremo è raggiunto quando la frase si interrompe a metà, con un piuttosto che che lascia presagire le altre numerose possibili alternative, come fosse l'etc. delle conversazioni di alto livello.
Preferisco rimanere a casa piuttosto che andare a lavorare. L'esempio non è edificante ma è chiaro. Semplice. Non o l'una o l'altra, ma, tra le due, una più dell'altra.
Piuttosto che, potius quam.
L'indifferentismo ci ha consegnato una locuzione deforme. Il bianco e il nero delle nostre preferenze si sciolgono in un grigio anonimato.
Accettare il "piuttosto che" avversativo è avvallare che la cacofonia prenda il sopravvento sull'armonia di un semplice "o", diretto come il suo frequente utilizzo richiederebbe.
Accettare il "piuttosto che" avversativo è accettare che il bello non si accompagni più al giusto ma dipenda dalle mutevoli inclinazioni del momento.
Accettare il "piuttosto che" avversativo è condividere un'entropia linguistica che porterà l'universo a una morte per omologazione.
Non sempre assisto silenzioso a questo suicidio. Complice una certa confidenza, famelico, mi avvento sulle mie prede e ci gioco come il gatto fa col topo. Semino il dubbio e la casa costruita sulla sabbia si disfa rovinosamente e ciò che resta è un farfugliato "sì, però si dice...". Non basta. Per i seguaci del piuttosto che sarebbe appropriata la gogna e quattro ore di conversazione coatta con Marco Travaglio. No, forse no, questo sarebbe davvero troppo severo.
A.
ps. a chi volesse redimersi o abbandonare la guerra silenziosa, cominciando ad alzare la voce, chiedo di unirsi a noi qui e qui.
(2 - continua)
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giovedì 1 settembre 2011
lunedì 22 agosto 2011
La gente mormora
Per la serie "Sapore di mare", un aneddoto tratto dai 4 giorni di mare che ci siamo fatti. Un aneddoto che mi ha divertito, sconvolto e fatto pensare al segno dei tempi e a come la nostra società meriti, nell'ordine, di decomporsi, distruggersi ed estinguersi.
Forte de Marmi, Versilia. Cammino, come è mia abitudine fare, per la battigia. Generalmente da Fiumetto, dove si trova la mia umile tenda, mi dirigo sempre verso il Forte e il mio punto di ritorno si assesta più o meno tra la Capannina e il Pontile. Proprio in questo lembo di terra, giace il bagno Annetta, bagno mitico, storico, superipermegafashion. Qui la spiaggia non è abbrutita da ombrelloni, i bambini non hanno palette o secchielli normali, ma griffati swaroski, non ci sono sdraio ma divani, cose che noi mortali non potremmo nemmeno sognare. Quasi quasi anche la sabbia non scotta ma viene mantenuta a temperatura costante, in modo da attivare la circolazione plantare.
Qui tutti i marchi più blasonati (e stiamo parlando di robina seria, mica puccipuccibaubau) organizzano i loro eventi vippissimi. Roba da far impallidire il Twiga. (Si dice che il bagno Piero abbia quasi tentanto il suicidio per annegamento).
Insomma, cammina cammina, mi ritrovo davanti al Bagno Annetta e noto che è stata issata una bandiera.
Da sempre le bandiere sottolineano un'appartenenza a qualcosa e anche il B. Annetta osserva questo codice: l'appartenenza al nutrito gregge degli imbecilli.
La bandiera incriminata riporta solo una frase (chiaramente in colori pastello tinta con gli asciugamani): LA GENTE MORMORA.
Fermiamoci un attimo a riflettere (attività rara da queste parti del litorale). Chi sarebbe che mormora? Il volgo? La povera gente che non rientra nella lista ospiti stagionali? I poveri affamati di notorietà, che cercano un modo per intrufolarsi nella festa di fine estate più chiaccherata (indovinate un po' di quale bagno?)? E soprattutto cosa mormora? Mormora di quanto sarebbe bello essere parte di questa umanità bella, magra e abbronzatissima, che si rigira su chaise longue e cuscini anatomici?
Sperando che le persone, anche in Versilia, abbiano di meglio da fare, come rispondere?
Ce lo insegna il mio idolo assoluto. "Mormora, la gente mormora, falla tacere praticando l'allegria".
S.
PS: Consiglio ai proprietari del BA (Bagno Annetta). Non sarebbe stato male, dopo aver fatto fare i teli per asciugarsi le ascelle da Pinko, provare a scrivere i testi del sito, almeno in un italiano comprensibile.
Forte de Marmi, Versilia. Cammino, come è mia abitudine fare, per la battigia. Generalmente da Fiumetto, dove si trova la mia umile tenda, mi dirigo sempre verso il Forte e il mio punto di ritorno si assesta più o meno tra la Capannina e il Pontile. Proprio in questo lembo di terra, giace il bagno Annetta, bagno mitico, storico, superipermegafashion. Qui la spiaggia non è abbrutita da ombrelloni, i bambini non hanno palette o secchielli normali, ma griffati swaroski, non ci sono sdraio ma divani, cose che noi mortali non potremmo nemmeno sognare. Quasi quasi anche la sabbia non scotta ma viene mantenuta a temperatura costante, in modo da attivare la circolazione plantare.
Qui tutti i marchi più blasonati (e stiamo parlando di robina seria, mica puccipuccibaubau) organizzano i loro eventi vippissimi. Roba da far impallidire il Twiga. (Si dice che il bagno Piero abbia quasi tentanto il suicidio per annegamento).
Insomma, cammina cammina, mi ritrovo davanti al Bagno Annetta e noto che è stata issata una bandiera.
Da sempre le bandiere sottolineano un'appartenenza a qualcosa e anche il B. Annetta osserva questo codice: l'appartenenza al nutrito gregge degli imbecilli.
La bandiera incriminata riporta solo una frase (chiaramente in colori pastello tinta con gli asciugamani): LA GENTE MORMORA.
Fermiamoci un attimo a riflettere (attività rara da queste parti del litorale). Chi sarebbe che mormora? Il volgo? La povera gente che non rientra nella lista ospiti stagionali? I poveri affamati di notorietà, che cercano un modo per intrufolarsi nella festa di fine estate più chiaccherata (indovinate un po' di quale bagno?)? E soprattutto cosa mormora? Mormora di quanto sarebbe bello essere parte di questa umanità bella, magra e abbronzatissima, che si rigira su chaise longue e cuscini anatomici?
Sperando che le persone, anche in Versilia, abbiano di meglio da fare, come rispondere?
Ce lo insegna il mio idolo assoluto. "Mormora, la gente mormora, falla tacere praticando l'allegria".
S.
PS: Consiglio ai proprietari del BA (Bagno Annetta). Non sarebbe stato male, dopo aver fatto fare i teli per asciugarsi le ascelle da Pinko, provare a scrivere i testi del sito, almeno in un italiano comprensibile.
martedì 22 marzo 2011
Banana Republic
Sono indignato.
E' una vergogna.
La civiltà occidentale, e in particolare quella italiana, -è noto- è moribonda.
Di fronte a certe evidenze, ritengo però che l'estinzione sia un atto dovuto.
Non avete idea di cosa parli?
Cliccate qui.
E' una vergogna.
La civiltà occidentale, e in particolare quella italiana, -è noto- è moribonda.
Di fronte a certe evidenze, ritengo però che l'estinzione sia un atto dovuto.
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