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mercoledì 14 settembre 2011

La bellezza della verità


La verità ha i capelli spettinati e il segno degli occhiali sul viso. Troppo sole e troppo forte per poterne fare a meno. La verità non si inchina ma procede, testarda. La verità non fa collezione di premi, ma li restituisce, pensando che forse sarebbero buoni solo a impolverarsi. E, si sa, alla verità spolverare piace poco.

Mentre l'articolo più cliccato di oggi (perché oggi effettivamente le cose si cliccano, non si leggono) sul corriere è "il regalo di Pato alla prima di Barbara" (e il dramma è che tutti hanno già capito di chi stiamo parlando, quando invece l'unica domanda plausibile a questa affermazione dovrebbe essere: Barbara chi?), c'è una notizia che passa inosservata, come passa inosservata la verità decine, centinaia di volte al giorno.
È morto Walter Bonatti, una leggenda dell'alpinismo italiano. Un uomo per cui l'onore e la lealtà hanno significato qualcosa di concreto, nella vita. Qualcosa di tangibile, che non ha voluto rinchiudere in una riconoscenza.
Le targhe tenetele voi, avrà pensato, per salire sul tetto del mondo mi impicciano e basta.
"La montagna mi ha insegnato a non barare, ad essere onesto con me stesso e con quello che facevo".
Un uomo che non si è venduto: questo non è come scalare una montagna. È possibile.

S.

lunedì 8 marzo 2010

Libertà nel migliore dei mondi possibili

Fine settimana di ritiro. Un po' anche di rivincita morale. Finalmente tutto il gruppo prematrimoniale ha visto che Alberto esiste. Che mangia, respira, e addirittura si esprime, che, in definitiva, non è un enorme computer genera-messaggi. Ufficialmente sono una di loro, una persona più o meno normale con un fidanzato vero.
Fine settimana di ritiro. Per conoscersi con gli altri e anche tra di noi. Prima - e, logiurofosselultimacosachefaccio, ultima - discussione sull'organizzazione del matrimonio tra me e Albe. Per chi sente una pruriginosa curiosità, blocco subito l'istinto gossipparo dicendo che io e il mio promesso abbiamo convenuto che è da stolti occupare il tempo con preoccupazioni inutili. Assumendo quindi la massima Mennonna come modello di vita, abbiamo risolto il nostro diverbio con un bel "Ma c'importa una sega" che, si sa, da generazioni e generazioni ha risolto migliaia di problemi.
Capito quindi quanto sia stupido discutere su meccaniche e dettagli che non ci cambiano la vita, abbiamo virato la nostra intelligenza (...) verso est, ai massimi sistemi.
Fine settimana di ritiro. E di orazione tra le vigne a Olena, noi due insieme. Che spettacolo. Sei lì, con il sole che scalda e il venticello freddo che ti riportà alla realtà e pensi a quanto è stupido discutere per stupidaggini. Insieme abbiamo analizzato la parola per sempre.
Pensate, e non è assolutamente banale: a Olena eravamo più o meno 12 coppie. In questo 2010 ci saranno per lo meno 12 giorni dell'anno in cui si dirà un sì per sempre. Per sempre, per tutta la vita, qualsiasi cosa succeda.
E tra testimonianze di chi la vocazione l'ha trovata in Qualcuno più grande di noi, letture, cani che muoiono e cani che aspettano in macchina, pensieri, salsicce e condivisioni, il tutto si è concluso con una frase che, come un sigillo di cera, ha spazzato ricordi e discorsi seminati in due giorni.
"Mah, tanto alla fine ognuno fa un po' come gli pare."

Possiamo quindi desumere che la lotta al relativismo è la sfida del nostro secolo.

S.