Visualizzazione post con etichetta pistacchio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pistacchio. Mostra tutti i post

venerdì 23 luglio 2010

Il piacere di lavorare nell’IT/1

Convivere col mondo IT è umanamente difficile. Non è mai banale lavorare in un campo dove la maggior parte delle persone è monomaniaca della tecnologia e spende ore a discutere dell’iPhone o dell’incredibile vulnerabilità di Explorer (con tanto di dettaglio sui contenuti dell’ultima patch rilasciata).

Qualche giorno fa, a pranzo si chiacchiera del viaggio di nozze: pampa, tango, bolas, vino, Petito Moreno, quartiere del Boca …
“…insomma, ci sto circa un mese”
“Dai, davvero? Fai in tempo a dimenticarti le password!”

Appunto.

venerdì 25 giugno 2010

Conosci il tuo pistacchio?

Pubblichiamo, per amore - solo per amore - della verità, una sintesi delle domande che mi sono state fatte per testare la mia conoscenza su Alberto. Con relative risposte.

Dopo aver azzeccato a man bassa libro preferito, vino preferito, portiere preferito, la persona che veramente Albe non sopporta (credo l'unica al mondo), pantaloni preferiti da esame e il suo miglior acquisto, veniamo alle dolenti note.

DOLCE PREFERITO
Facile, direte voi.
Il Catelani, così carino e per bene, prima mi plagia giurando e spergiurando che il millefoglie è al top dei suoi desideri - bieco! - poi dichiara che come il tiramisù non c'è niente. Se il buongiorno si vede dal mattino...
Di una cosa siate sicuri. Al matrimonio non ne vedrete nemmeno una, di foglia.

NOSTRA CANZONE
... attimo di panico. Abbiamo una canzone???!
Non posso sbagliare questa, è troppo scandalosa. Poi l'illuminazione. Wonderful tonight, Eric Clapton. "Romanticoniiiii" direte voi. Il motivo? Ascoltate bene il testo.
Lui ha mal di testa e tocca guidare a lei!

COMPLEANNO DELLA MAMMA DI ALBERTO
Alberto: "10 settembre. Questa Saschia non la sa..."
Comunque ora ho imparato.

COSA SA CUCINARE IL FRATELLO DI ALBE?
Sà e Albe, all'unisono: "Assolutamente nulla!"

LE DUE COSE CHE ALBE NON SOPPORTA SIANO FATTE A TAVOLA
Questa è l'unica domanda che non potrei mai sbagliare. Calatevi un attimo nei miei panni. Ogni cena, pranzo, merenda, colazione, aperitivo, 2 cose mi sono vietate:
- Versarmi acqua o vino da sola
(cosa che continuo a fare regolarmente... posso stare ad aspettare che mi versi l'acqua uno che beve un litro alla settimana?)
- Appoggiare i gomiti sul tavolo.
Se, per un brevissimo momento della mia vita, ho pensato che non ci fosse nessuno di più rompipalle di mia sorella Ilaria che a tavola ne aveva una per tutte, appena ho incontrato Alberto mi sono subito rassicurata. Che meraviglia! Mi sento decisamente a casa.

Taccio sulle altre domande mielose e vi risparmio baci, momenti più romantici, ricordi del nostro passato e l'ultimo tagli di capelli.
Vi dirò invece che ho cannato clamorosamente: quante volte Albe controlla di avere la patta dei pantaloni chiusa, dove era l'11 settembre 2001, l'autore del gol della vittoria di una partita della Fiorentina dove ha quasi perso la vita (Fiorentina - Udinese 1-0 Edmundo al 90', stagione 98-99), diottrie dell'occhio destro e l'ora della sveglia al mattino.
Vero. Un po' di sbagli ci sono.
Ma trovatela un'altra che lo prende con i pigiami che si mette per andare a dormire.

S.

domenica 6 giugno 2010

Per sposarsi non ci vuole coraggio - Cronache di un addio al nubilato

Cosa ci fanno insieme del feltro, un papiro, una fascia da Miss(poso), delle domande, una fragola e molti pistacchi, la cornetta di una doccia - rotta - e i testaroli al pesto?

Non è l'inizio di una barzelletta demenziale (di quelle che fanno ridere solo Alberto per intendersi) ma un succo concentrato del fine settimana del mio addio al nubilato, cosa in sè per sè triste e un po' nazionalpopolare (affermazione che mi guadagnerà le antipatie di tanti... ma andiamo! Lo so che in fondo in fondo lo pensate tutti!) ma che le mie amiche hanno trasformato in un capolavoro.
Vi risparmio una piatta cronistoria degli eventi. Ma non posso tacere sulle perle.

Capitolo 1
"MI SPOSO!!!
Cazzi tua."

Per sposarsi non ci vuole coraggio?!!? Andiamo. Sono andata in centro vestita da fragola! Un paio di pantacollant verde, una fragola di feltro addosso e un paio di ciabatte rosa fuschia (come dice la mia nipotina) con scritto "Irene" sopra.
Ho girato per il centro a baciare porcellini e sconosciuiti (castamente sulle guancie amore, non preoccuparti, non mi svendo al primo venuto!) e a brindare con bevande ignote mangiando pistacchi.

Capitolo 2
"MI SPOSO!!!
Beata te, noi siamo disperate!"

Due ragazze bellissime, forse modelle, mi guardano - mai frase fu più corretta - dall'alto in basso. La Vale, incurante dei 30 cm circa che ci dividevano da loro (e non ho contato i tacchi) sbandiera felice il mio imminente matrimonio e loro, invece di squadrarci con compassione, si abbandonano in una confessione donna/donna, degna della migliore delle telenovelas messicane, e ci dicono: "Beata te, noi siamo disperate!". Viva la sincerità dall'alto di un tacco 15!

Capitolo 3
"CORAGGIO VS ARROGANZA."

Un personaggio che auguro a tutti voi di incontrare. L'abbigliamento di Corona, i capelli di Jovetic, lo sguardo da Ceccherini, in un total look Dolce e Gabbana. Mi guarda - mai visti prima - e mi dice: "No, cazzo, tesoro, ti sposi??! Veramente, ma perchè??". E, allontanandosi, regala questa perla al mondo:

"Per sposarsi non ci vuole coraggio. Ci vuole arroganza."

Capitolo 4
"CERTEZZE CHE CROLLANO"

Prima di sposarsi è necessario, e le mie amiche lo sanno bene, mettere in discussione le certezze che si credono di avere sul proprio fidanzato. Non so quanti potrebbero reggere al trauma di sapere che in realtà quello che credono da una vita non è vero. Mi viene fatto un test su Alberto. Quante cose so su di lui. Prima di pubblicare la versione integrale posso anticipare che - e questa gliela rinfaccerò finchè campo - dopo avermi stressato per ore per scegliere il millefoglie come dolce nunziale ("perchè, amore, è il mio dolce preferito... mi piace tantone!!!") ha osato dichiarare che il suo dolce preferito è il tiramisù, facendomi cannare la risposta correta. Maledetto. Lui, il millefoglie e il tiramisù.

Capitolo 5
"Chi rompe PAGA"

E i cocci sono suoi. Propongo di tornare a riprenderci i resti della cornetta della doccia che ci è rimastra in mano. Avendola pagata 20 euro ne avremmo diritto, vero Ele??

Capitolo 6
"TU CHIAMALE, SE VUOI, EMO"

EMO (che non è il diminuitivo di scemo, come brillantemente suggerito da Ranieri) è farsi attraversare da EMOzioni (per l'appunto) forti, anche fossero negative. Finire una domenica pomeriggio a prendere il caffè in un bar a Pontremoli e ritrovarsi a piangere come 7 viti tagliate è molto di più che essersi interrogate sulla tendenza adolescenziale del momento. È viverla. Un'esperienza da tagliarsi le vene. Metaforiche ovviamente.


In conclusione ho fatturato 0,75 centesimi dalla vendita di pistacchi (tra Firenze, Filattiera, Pontremoli e Stazzema), dormito circa 2 ore, parlato ben al di sopra delle mie capacità (ma la Franci si è offerta a perdere la voce per tutte, venendo scambiata anche per un trans all'ingresso del bagno delle signore), realizzato che, su un panel considerevole, l'affermazione "MI SPOSO" porta le persone a pensare che ti sia capitata una disgrazia megalitica, ma questo me lo lascio per un altro post.

Ultimo pensiero per i capolavori di questi due giorni. Non il papiro originale, non il vino (ottimo e abbondante), non la Lunigiana e nemmeno la popolazione maschile di Stazzema.
Mentre tornavo a casa, aprendo il cancello con la valigia in mano, mi sono sentita come un bambino su un galeone che ha scoperto il segreto dei pirati. E ho aperto il mio forziere con dentro il tesoro. C'erano le mie amiche.


S.

lunedì 8 febbraio 2010

Il pistacchio, ovvero lo sposo


Entusiasta degli studi classici, si è iscritto a ingegneria. Ancora studente, si mette a lavorare per un’azienda americana che promette di ingaggiarlo e poi non si fa più sentire. Voleva fare una tesi sulle antenne e ne fa una su una metodologia russa la cui unica utilità è diventare il nome del gatto della fidanzata. Da tradizionalista reazionario, vorrebbe ristabilire una società divisa in 3 stati, poi rileva che certi sacerdoti sono più laici di Pannella e ci ripensa. Da amante delle ragazze con gli occhi scuri e un taglio all’orientale, si è innamorato di una con gli occhi grandi e verdi. Appassionato di vino, fugge dalla campagna toscana e si rifugia a Milano a un centinaio di chilometri dalla vite più vicina. Da amante delle verità assolute, legge Buzzati, Kafka e Foscolo. Ama fare il dj ma il partner della società di consulenza in cui lavora lo trova incompatibile con la mission aziendale. Divide un appartamento con uno che faceva le regate e per ora ha lavorato solo a Corsico. Tornano a casa e ciascuno favoleggia sul futuro, complice il jazz (“solo quello giusto”), il whisky (“quelli dell’isola di Islay”) e le vecchie copie del Foglio che usano per coprire i ripiani dell’armadio.

A