mercoledì 21 aprile 2010

Habemus ecclesiam


Un amico una volta mi ha detto che quando esce con me si porta sempre dietro il passaporto perchè non si sa mai, a seguirmi, dove si possa finire. Facilmente condivisibile, visto che più o meno tutti mi hanno seguito almeno una volta nelle sperimentazioni di trattorie da camionisti nei posti più sperduti della Toscana.
E dal momento che il lupo perde il pelo ma non il vizio, non volevate mica che trovassimo una chiesa di città, urbana e rassicurante? Non sarebbe stato nel nostro stile. Volete mettere l'ebrezza della Firenze - Siena, i campi, gli ulivi, le viti, le strade di campagna dove il vero guidatore può dare il meglio di sè, l'istinto di essere i nuovi Indiana Jones del Chianti? Potevate veramente rinunciare a tutto questo? Da buona creativa so che l'umano ha bisogno di fantasia.

E dopo aver girato più o meno tutta la diocesi e conosciuto dei personaggi mitologici, abbiamo trovato la nostra chiesa.
San Pietro in Bossolo. Tavernelle.
Chiesa romanica che ha circa 1000 anni. E li porta alla grande. Pietra, pietra, pietra. E storie fantastiche. Una sola per tutte: un Pievano stava facendo un'omelia. Gli uomini stavano fuor di chiesa perchè era arrivato i'Pallaio con il suo spettacolo e le donne in chiesa chiaccheravano tra di loro. Arrivato alla soglia massima di sopportazione, tuonò (anzi meglio, tonò) dall'altare: "Ora agli omini gli levo le palle e alle donne ci penso io."

4 settembre, San Pietro in Bossolo. Save the date.

S.

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