lunedì 28 novembre 2011

Non sottovalutate mai un tacco

Domenica di compleanni. Domenica di campagna. Chi fa la passeggiata con un bicchiere di spumante in mano, chi vola in elicottero, chi seppellisce opere d'arte, chi dorme e chi piglia pesci. Chi i pesci non li piglia di sicuro, visto che è tutto novembre che non piove e le trote salmonate del fiume artificiale della campagna non hanno avuto certamente vita facile. Chi mangia dolci e chi finisce i fegatini, chi prende le lenticchie, nuovo metodo anti crisi. Infallibile.
Chi cerca tacchi, dispersi per un bosco. E chi cerca trova.
E spesso non ritrova solo un tacco. Ne trova due. E molto, molto di più.
Due parole, uno sguardo. A volte basta dire "mi sei mancata tanto". A volte no, ma è sempre un buon inizio.

Uscire di casa e vedere il profilo delle colline nere nella sera, con un cielo che dal magenta arriva fino al blu notte. Dio per le sfumature deve avere le Caran d'Ache - che la mia mamma mi faceva usare solo per le grandi occasioni.

È notte, in autostrada. Tanta nebbia. È tutta una questione di pudore. La pianura padana si vergogna. Si vergogna e si copre. Un asciugamano di nebbia addosso. Anche con tutte le stelle del mondo accese su di lei, non potrebbe mai essere più bella di casa.

2 commenti:

  1. Benedetti siano i tacchi,
    quelli che si staccano nei momenti giusti.
    Occhio di lince che non sei altro!

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  2. "È notte, in autostrada. Tanta nebbia. È tutta una questione di pudore. La pianura padana si vergogna. Si vergogna e si copre. Un asciugamano di nebbia addosso. Anche con tutte le stelle del mondo accese su di lei, non potrebbe mai essere più bella di casa."

    Questa la dovresti incorniciare e appendere, non credo che tu abbia mai scritto meglio.

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