Una specie di battesimo, di iniziazione alla strada, alla giungla dell'asfalto milanese, molto welcominbaby, ehianchetudaquesteparti, roba del genere.
Intendiamoci, ne avrei fatto volentieri a meno, ma il grigiomilano mi insegna a essere più forte, molto acciaio, non si piange sul latte versato, quindi imparo, porto a casa e traggo dall'accadimento nefasto le mie teorie in proposito. Non si sa mai che prima o poi tornino utili.
Premessa:
ho lo sguardo da beagle. Ho quasi il moccichino (e chiaramente ho finito i Tempo). Mi faccio tenerezza da sola, in mezzo al cortile di casa (sì, perché me l'hanno pure rubata in casa), rimasta a mani vuote, senza nemmeno un lucchetto rotto con cui consolarmi. È un fatto. Mi hanno rubato la bicicletta.
A questa reazione, a Milano la popolazione si divide in tre.
Reazione I
L'interlocutore annuisce, socchiudendo gli occhi, continua a muovere la testa - generando in me una sensazione a metà tra la nausea e il ballo dell'orso. Mi guarda come Grande Puffo guarderebbe un bruco, come Capitan Harlock guarderebbe Wall-e e Gandalf Willy Wonka: prima volta eh?
Poi parte:
"Eh, a me l'hanno già rubata 5 volte. Hai presente la storia del leone e della gazzella?"
"Sì, ma..."
"La mattina devi correre. È un giro, come il cerchio della vita. Mors tua vita mea. Qui ti ciulano la bicicletta, non c'è rimedio, tutti la ciulano a tutti. E alora?!"
Sono allibita, lo sto perdendo. Arranco un "Devo rubare una bicicletta anche io?"
"Ma no! Via andare, comprane un'altra rubata e via."
Generalmente questa reazione è tipica di chi di Milano non è. Lavoratori o studenti fuori sede. Gente che non è nata all'ombra della Madunina, insomma.
Reazione II
La premessa è la stessa. Ma poi, tutto cambia.
"Ah, ti han rubato la bicicletta?" ti squadrano. Qualcosa brilla nei loro occhi. "Che lucchetto avevi?"
"Prego?"
"Lucchetto. La marca. Abus? Kryptonite?"
Lo pensi tra te e te, ma ti scappa a voce alta "Ma esistono marche dei lucchetti?"
Ahi. Non hai nemmeno finito di pronunciare la frase che già sai di aver detto qualcosa per cui la pagherai cara.
"Ah - dietro i loro occhi un barlume di goduria, di chi ha trovato il baco nel sistema, l'intruso, il tassello mancante, anche loro iniziano ad annuire - non avevi un lucchetto PRO. Avevi la catena?"
E te lo chiedono come se ti avessero appena chiesto se avevi la lebbra.
"Certo che avevo la catena, me l'avevano pure regalata gli egiziani da cui avevo comprato la bicicletta..."
Tu ti volevi giustificare, volevi dire che la bici la legavi tutti i santi giorni, ma in quel momento ti senti piccolo e stupido. Non sai perché, ma tranquillo: il tuo interlocutore, la Reazione N.2, sta per dirtelo.
"Certo che non hai ritrovato nulla. Tanto valeva che gli dessi anche le chiavi! Te le vendono e se le riprendono. È un giro: così impari a comprare le bici rubate."
Ti lasciano così, come a metà tra un esame di coscienza e una confessione, ma senza ancora averti dato l'assoluzione. Poi ti guardano. Che stia per arrivare il perdono?
"Idee per la prossima?! Silvestrini, mi raccomando... E il lucchetto, prenderei l'Abus Lock Varedo. 130 euro, ma per rompere quello ci vuole il flessibile."
Generalmente questa reazione è comune in chi abita entro la prima circonvallazione. La prima eh, viale Toscana è già roba da barboni.
Reazione III
Premessa sempre lei.
Il mio interlocutore mi ascolta, annuendo.
"Ciumbia. L'è un bel problem, l'è. Pense ti che la sera me la porto sempre il casa, la mia, e quando vado in Curia, la lego ben anche lì. A volte te la ciulan però... E poi - occhi al cielo - sperem!"
A parte il fatto che io sto in una casa di ringhiera e di farmi 4 piani con la bici sul groppone non se ne parla. Non lo farei con un figlio, figuriamoci con un velocipede.
Comunque questa è una reazione chiaramente soprannaturale.
Tiriamo le somme.
Il verbo ciulare è internazionale, quasi come forwardare o embeddare.
Nel dubbio, sempre annuire.
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, quindi, anche in Curia, mettere sempre il lucchetto, perché il portiere tanto sveglio non è.
La sociologia si applica perfettamente anche a un furto: si impara sempre qualcosa.
C'è chi accetta la vita, quello che succede e si arrende, dicendo "eh, tanto è tutto così, è tutto sbagliato" si lamenta ma non cambia una virgola.
C'è chi pensa che da solo possa risolvere tutto. Fa tutto perfettamente (pagando in modo proporzionale alla sua perfezione). Ma se qualcosa va male, che succede?
Poi c'è chi fa tutto quello che può, al meglio. Si sforza. Una volta gli va bene, una male. Capita, che si può fare?! Ci si sforza, e per il resto... dacci una mano Tu.
PS: per la cronaca. Stavo per cedere alla rezione uno, quando mi è stata regalata (da un interlocutore del tipo due) una silvestrini usata (ma non rubata). Dopo questo sono sempre più convinta che la reazione tre possa risolvere, se non tutti, la stragande maggioranza dei problemi.
a te in casa, a me davanti al negozio della ferrari... la prossima volta la parcheggio direttamente dentro!
RispondiEliminaNon si può negare alla vita ha una predisposizione burlona a esprimersi in paradossi!
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