mercoledì 15 febbraio 2012

Milano e un cielo azzurro ma non troppo


Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato.


Buffo come la gente prenda solo quello che vuole. Succede con le statistiche, che basta rigirare perché dimostrino quello che vogliamo che dimostrino. Succede con delle citazioni che, estrapolate dal loro contesto, sembrano voler dire l'opposto di quello per cui erano pronunciate.
Succede con il Vangelo. Ci sono gli evergreen, le parti che guai a toccarle. E allora giù di pecorelle smarrite, beatitudini, cammelli e crune di aghi, adultere e ciechi. Giù di miracoli e lavande di piedi.
Peccato che per cercare di conoscere il Vangelo a fondo, come si fa con un cantante, non basta comprarsi il BEST OF. Va preso il pacchetto completo.

Pacchetto completo, roba poco di moda ultimamente (eccetto che le offerte di Groupon di ceretta, massaggio, manicure, pedicure e pure pesci che ti mangiano le pellicine). Pacchetto completo: parti che ci rispecchiano, che non abbiamo problemi a capire, e parti più difficili, che fanno bruciare i nostri nervi scoperti.
Come la parabola del pubblicano e del fariseo.

Questo è il motivo per cui non sopporto tutti questi grilli parlanti che ci sono a giro.
Già la nostra tendenza umana a giudicare (la mia di sicuro, non so le vostre) è decisamente spiccata. Basta non combatterci per un minuto che lei salta fuori più forte di prima. Serve anche che qualcuno butti benzina sul fuoco? Serve anche che ci siano Maestri dell'Incazzatura che dalle loro cattedre ci dicano ogni giorno con chi ce la dobbiamo prendere? Quale diventa il nostro bersaglio? Quale bene (e non parlo di fumo, parlo di roba pratica, che si tocca) può venir fuori da questo approccio? In che modo contribuisco a far camminare le cose? È come in montagna, quando si scala. Chi chiacchiera troppo, sale pochi metri più su del campo base.
C
hi parla delle persone che fanno il loro mestiere, che servono Dio, l'Italia, o semplicemente il caffè al bar, in silenzio, con zelo tutti i giorni? Nessuno. Il bene non fa notizia.

E allora giù a indicare il perverso, il ladro, il maiale, lo sbagliato, l'inaccettabile. E allora giù a scandalizzarci e ringraziare il Signore (chi ci crede, gli altri non lo so) di non essere come queste terribili persone che ci tocca avere davanti.
La verità è che non siamo migliori di loro.

Siamo tutti degli ipocriti.

Comunque buona giornata a tutti.

S.

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