Atterrati.
Buenos Aires è una città immensa, anche se alla fine noi stranieri vediamo solo i quartieri celebri e ignoriamo l'enorme distesa di case che si stende verso l'interno, protesi nel cuore dell'Argentina.
Il bus che ci porta verso il centro attraversa una gigantesca autostrada che taglia chilometri e chilometri di abitazioni.
È la notte di capodanno. Tutte le luci sono accese. Di molti appartamenti è possibile vedere i salotti illuminati, pieni di chissà quanta gente pronta a festeggiare. Vediamo i palazzoni, le classiche casette quadrate sudamericane con il tetto piatto, perennemente in costruzione. Vediamo strade deserte. Vediamo sotto un ponte l'immagine dolorosa di una distesa di disperati che dormono su materassi di fortuna, a cui sembra importare poco dell'arrivo di un nuovo anno privo di promesse. Entriamo nell'intimità di posti anonimi, che brulicano di vita.
Manca un'ora alla mezzanotte e si sentono i primi botti, che un forte vento dal mare porta via. Buenos Aires ci accoglie con le sue strade larghe, la sua umanità festosa e disordinata e ci sembra di essere stati qua pochi giorni fa.
Comincia il viaggio, o forse è lo stesso viaggio che non è mai finito ma solo ora ce ne accorgiamo.
Tanti auguri.
martedì 1 gennaio 2013
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