domenica 6 gennaio 2013

Where the streets have no name

La cittadina di El Chalten è stata costruita 30 anni fa ed è quindi talmente nuova che alcune strade non hanno neanche un nome. Cercavamo il nostro alloggio, po, persi tra le casine colorate con il tetto di lamiera, abbiamo chiesto a un villico se quella che stavamo percorrendo fosse la nostra strada. La sua risposta, indicando più avanti, è stata: "quella là si chiama Los Chorritos, questa non ha un nome."
La cittadina di El Chalten ha un solo bancomat, che peró ha sempre esauriti i contanti.
La cittadina di El Chalten ha delle strade molto larghe, ma quasi nessuna macchina.
Sulla Lonely Planet viene indicato un locale come la miglior pizzeria della città, curiosamente senza notare al contempo che sia anche l'unica.
La cittadina di El Chalten ha una chiesa (Santa Maria della Patagonia), dove il parroco di El Calafate (200km da qui) arriva ogni due lunedì per celebrare la Messa alle 19. La chiesa ringrazia i signori Pablo ed Eduardo per la cura del giardino.
La cittadina di El Chalten ha le strade piene di cani randagi, che sono però molto affettuosi.
Prima di entrare nella città, tutti sono obbligati a passare dalle guardie del parco de los Glaciares per un rapido briefing. Non si conoscono altri motivi per arrivare qui che non siano la visita del parco.
Nella cittadina di El Chalten la copertura wifi, ancorché ricordi la velocità dei vecchi modem 56k, è pressoché totale. La copertura cellulare è invece assente.
La cittadina di El Chalten accoglie nelle proprie strutture ricettive numerosi stagisti degli istituti alberghieri di Buenos Aires, forse ignari di cosa li aspetti.
Nella cittadina di El Chalten l'agnello è straordinariamente buono, e infatti non sa di agnello (oppure sono i nostri a non sapere di agnello, quello vero, patagonico).

Ci piace stare in questo posto, base per trekking che finiscono nelle nuvole, tra le montagne che hanno fatto la storia dell'alpinismo, tra vincitori e tragedie, tutti parimenti eroi.
Ci piace sapere che esistono posti, nominalmente cattolici, dove accedere ai sacramenti è un evento straordinario, perché ci aiuta a comprendere la nostra cortezza di vedute se giudichiamo una messa difficile da prendere perché è alle 10 di domenica mattina.
Ci piace fare migliaia di chilometri per vedere che esistono ancora delle frontiere, che la natura quando vuole ha il sopravvento sulle vicende umane.
Ci piace vedere che nulla, in realtà, è mai scontato nelle zone più remote di questa terra.

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