Tre chili, capelli rossi e due occhi che - forse - diventeranno azzurri.
Un ospedale, 30 ore che si avvicinano all'infinito. Urla, sangue, una coperta rosa.
Un babbo e una mamma senza fiato e tu, che di fiato te ne ritrovi tutto troppo insieme.
Una culla che sembra tanto dura, ma solo perché eri abituata un po' troppo male.
So che potrebbe fare un po' più freddo del previsto, ma poteva andare peggio! Abbiamo ordinato un bel sole primaverile ed eccolo qui, proprio perché non ti prenda subito un raffreddore. Ai bambini piccoli come te uno starnuto fa l'effetto di un terremoto!
Ti sei fatta attendere, ragazza! Dì la verità: è stato lo zio Alberto che ti ha spiegato che ad arrivare puntuale è sempre lo sfigato della compagnia? Ti segnalo che io non sono d'accordo, ma avremo tempo di affrontare con calma l'argomento quando il babbo e la mamma ti accorderanno di uscire, si capisce.
Non so cosa augurarti per oggi, dove sentirai (a proposito, puoi sentire?) milioni di voci, di mani, di odori.
Non so cosa dirti per prima cosa, visto che in testa ne ho talmente tante da guardare il foglio senza sapere dove partire. La prima cosa da dire a un bambino è importante e non vorrei rovinare tutto con un "ciao!" o con un "patata!"
Facciamo così: io comincio con un buon viaggio e piano piano tutto il resto verrà da sé.
S.
giovedì 1 marzo 2012
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