Discutere di cucine da Ikea.
Alla fine ci siamo accordati. Ha vinto il cuore.
sabato 4 agosto 2012
Costruire il nido / 1
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venerdì 3 agosto 2012
Pastorale
Le lucciole, che appaiono e scompaiono in una notte.
La lucciola da mettere sotto il bicchiere. Il soldino.
I piedi sotto l'erba. L'erba sui pantaloni. I pantaloni tra i rovi.
Le more. La marmellata. L'odore che gira per casa, si rifugia nei cassetti e si batte con la canfora.
I passi di chi deve andare in bagno durante la notte. Piccoli e grandi. Veloci e lenti.
L'inquilino sotto il letto. Dietro le tende. Dentro gli armadi.
L'ulivo, gli ulivi, i saggi in giardino, torti e antichi.
Il pane con il burro e la marmellata. Dolce e morbido, come i consigli di chi non c'è più.
Le cicale. Sugli alberi, in terra. Nascoste.
L'alba a Baroncelli.
La ninna nanna di cicale. L'ultimo movimento prima del sonno.
Prima di lasciarsi andare.
Ed è notte.
Ed è casa.
Intermittenze di sogni e di preghiere.
Sigarette nella notte. Chiacchiere che fanno autostop.
Le cicale.
Le stelle, incomprensibili e bellissime.
Punti da unire.
Ancora. Senza capire il disegno.
L'amore non ha bisogno della conoscenza.
Il campo bruciato dal sole. Il campo che regala e toglie.
Il fieno che sa di pelle, di sudore, di cibo, di una passione troppo forte. Una passione che tira sul morso. E galle alle mani. E le redini non bastano.
La lucciola da mettere sotto il bicchiere. Il soldino.
I piedi sotto l'erba. L'erba sui pantaloni. I pantaloni tra i rovi.
Le more. La marmellata. L'odore che gira per casa, si rifugia nei cassetti e si batte con la canfora.
I passi di chi deve andare in bagno durante la notte. Piccoli e grandi. Veloci e lenti.
L'inquilino sotto il letto. Dietro le tende. Dentro gli armadi.
L'ulivo, gli ulivi, i saggi in giardino, torti e antichi.
Il pane con il burro e la marmellata. Dolce e morbido, come i consigli di chi non c'è più.
Le cicale. Sugli alberi, in terra. Nascoste.
L'alba a Baroncelli.
La ninna nanna di cicale. L'ultimo movimento prima del sonno.
Prima di lasciarsi andare.
Ed è notte.
Ed è casa.
venerdì 27 luglio 2012
Musica sparata nelle orecchie
Ascolto la musica e penso a te.
A tutte le volte che la sparavi forte dalla mansarda. Buffo. Se la mettevamo noi dal piccolo stereo delle nostre camere pioveva una grandine di urla e ci dicevi di abbassare, minacciando che saremmo diventate sorde (nel mio caso forse avevi ragione). Mi ricordo ancora quando mi trinceravo nella mia stanza quindicenne con le coppe, i peluche e i Nirvana ed entravi all'improvviso urlando di spegnere quel troiaio. E poi tu, dal tuo stereo potentissimo con così tante casse che da piccola non sono mai riuscita a far funzionare contemporaneamente, mettevi la tua musica a tutto volume, che non solo si sentiva da tutta la casa, ma anche dal giardino.
Una collina di Baroncelli sonora. Un ingorgo sonoro di Bagno a Ripoli.
Era perché non lo volevi dire a chiare lettere, per non sembrare meno forte, ma volevi segnalare, a modo tuo, che eri di buon umore. Ad averlo capito prima, ne avrei approfittato...
Ieri notte ti ho sentito. Facevi piano, forse per non svegliarmi, come quando venivi in camera mia, quando ero piccola, la notte di capodanno, per bagnarmi le labbra con lo spumante. Secco. Quello dolce non lo hai mai sopportato, come non lo sopporto io.
Pensavi che non ti sentissi, ma ti sentivo eccome. Così, allo stesso modo, è successo ieri.
Lo so che facevi piano perché non volevi che me ne accorgessi. Perché pensi che debba camminare da sola. Perché non vuoi far vedere che mi segui.
Mi sono messa la mano sulla spalla e ti ho fregato. Ho sentito la tua. E ha stretto la mia spalla.
Mi dice che sono forte.
E non ho più paura di nulla.
sabato 14 luglio 2012
Preghiera per il mio babbo
Esiste un gioco in cui si chiede a dei bambini di fare uno scarabocchio
su un foglio. Una serie casuale di linee e curve, senza ordine.
Appena finito di fare lo scarabocchio, ai bambini viene preso il foglio e
viene dato a un pittore, che ha tre minuti di tempo per trasformare lo
scarabocchio in un disegno.
In tre minuti quelle righe a caso, quei punti, quei tondi, vanno sempre
a posto, in ordine, e tutto quello che sembrava brutto e a cui non eravamo
riusciti a trovare un perché, di colpo, sotto le mani del pittore, prende
senso.
Non è un caso. Il pittore riesce sempre a convertire gli scarabocchi in
un disegno.
Ogni volta diverso. Ogni volta bellissimo.
Mi piace pensare che Dio sia come quel pittore.
Noi ne avevamo tanti di scarabocchi: le cose più brutte che abbiamo
pensato, quelle che ci hanno fatto soffrire, le urla dalla mansarda, le
litigate, i momenti in cui non ci siamo capiti, i nocchini, i bernoccoli, i
brillanti persi e dispersi, i morbi, le sigarette, le malattie, i silenzi.
Li abbiamo consegnati tutti. E dietro, dietro a quello che non aveva
senso, hanno fatto capolino gli occhi azzurri del babbo, la sua onestà, lealtà, i suoi
uccellini disegnati, la testa da mostro fatta con il cartone del Pandoro, il
suo fischiettare.
Dietro a quello che non aveva senso, ha fatto capolino un capolavoro che
noi ancora non riusciamo nemmeno a immaginare.
Signore, ti preghiamo per questo. Perché Tu tenga stretti tutti i nostri
scarabocchi e ci faccia vedere come da quello che non capiamo possa nascere
davvero un capolavoro.
lunedì 2 luglio 2012
Su al Nord
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martedì 26 giugno 2012
Alta società
Lunedì sera, Milano. 31.1 gradi in casa.
Finita la nostra cena io e Albe frescheggiamo (?) sul ballatoio dove la brezza porta la temperatura percepita almeno a 30.8: un guadagno inestimabile.
Chiacchieriamo del più e del meno, quando spunta il babbo di Camomilla che si dirige verso di noi sorridendo, mimando con le mani l'universale simbolo della manetta.
Io e Albe ci guardiamo spaesati, costruendo dentro di noi le seguenti possibilità:
- hanno arrestato sua moglie, pardon, la sua compagna (la mamma di Camomilla), scoprendo finalmente la sua responsabilità negli attentati ai tralicci dell'alta velocità in Val di Susa;
- hanno arrestato Camomilla, che forse ha violato qualche proprietà privata di qualcuno meno conciliante di noi;
- io penso che voglia arrestare me visto che il pomeriggio, pensando non ci fosse, ho approfittato per fare un reportage al loro portone blindato di casa, diventato una lavagna, per scrivere un nuovo post sui frutti dell'educazione very radical;
- hanno scoperto che sul nostro blog parliamo bellamente di loro e ci vogliono fare un mazzo così.
Evidentemente percepisce il nostro disorientamento e ci indica il ballatoio sotto di noi.
Ci sporgiamo: ci sono i Carabinieri! Madonna, ma qui è roba seria! E poi mica uno: sei!
Ricostruisce l'evento, con una chiarezza tipica di chi fa parte di un popolo che per eroe nazionale ha Montalbano.
Nel pomeriggio anche lui era a casa (come la sottoscritta). Sente casino (come la sottoscritta) e da qui le nostre strade si sono biforcate per sempre.
Abituata a sua figlia e al tran tran variopinto di T5, io ho tolto la modalità rumori esterni e ho continuato a lavorare.
Lui invece si è affacciato e si è beccato la seguente scena: i tipi del terzo piano, evidentemente completamente ubriachi, hanno iniziato a lanciare roba dalla finestra, così per gioco. E mica mutande o foulard: no, no, roba seria!
Piccolo inciso: è noto da tempo che i tipi del terzo piano tanto normali non siano, visto che sono passati alla storia per aver voluto portare - verso Maggio - sul ballatoio la loro scrivania di camera, in modo da poter studiare al sole, bloccando ovviamente il transito a chiunque volesse passare di lì.
Comunque questi deficienti iniziano a lanciare roba (come testimonia la foto del carrello dell'Esselunga pieno zeppo che stazionava sul ballatoio in attesa del volo)
e beccano un povero Cristo in macchina che stava tornando a casa. Questo - comprensibilmente - si prende un attimo di paura a vedersi arrivare addosso una lasagnera da 8. Dopo la paura si prende pure un attimo di incazzatura e lì arriva lui. Lui, il padre di Camomilla, decide che quando è troppo è troppo e che la legge è sempre la legge.
Si rivolge alle forze dell'ordine: chiama i Carabinieri.
Come è andata a finire? I Carabinieri, sentendosi un po' troppi occhi puntati addosso, hanno deciso di continuare la perquisizione in casa, privandoci del bello delle case di ringhiera, ovvero non aver bisogno di nessuna telenovela o serie.
T5 si conferma sempre il posto più chic di Milano.
Non ci facciamo mancare nulla. Domani la portinaia farà in resto.
PS - Sospettiamo che il padre di Camomilla abbia avuto il coraggio di avvertire i Carramba unicamente perché la mamma di Camomilla non era presente, altrimenti lo avrebbe lasciato in 03 secondi. Mollandogli anche la figlia, questo è ovvio.
Come poter continuare a convivere con un connivente della Madama?
Mi sembra di vivere dal vivo "La meglio Gioventù".
Finita la nostra cena io e Albe frescheggiamo (?) sul ballatoio dove la brezza porta la temperatura percepita almeno a 30.8: un guadagno inestimabile.
Chiacchieriamo del più e del meno, quando spunta il babbo di Camomilla che si dirige verso di noi sorridendo, mimando con le mani l'universale simbolo della manetta.
Io e Albe ci guardiamo spaesati, costruendo dentro di noi le seguenti possibilità:
- hanno arrestato sua moglie, pardon, la sua compagna (la mamma di Camomilla), scoprendo finalmente la sua responsabilità negli attentati ai tralicci dell'alta velocità in Val di Susa;
- hanno arrestato Camomilla, che forse ha violato qualche proprietà privata di qualcuno meno conciliante di noi;
- io penso che voglia arrestare me visto che il pomeriggio, pensando non ci fosse, ho approfittato per fare un reportage al loro portone blindato di casa, diventato una lavagna, per scrivere un nuovo post sui frutti dell'educazione very radical;
- hanno scoperto che sul nostro blog parliamo bellamente di loro e ci vogliono fare un mazzo così.
Evidentemente percepisce il nostro disorientamento e ci indica il ballatoio sotto di noi.
Ci sporgiamo: ci sono i Carabinieri! Madonna, ma qui è roba seria! E poi mica uno: sei!
Ricostruisce l'evento, con una chiarezza tipica di chi fa parte di un popolo che per eroe nazionale ha Montalbano.
Nel pomeriggio anche lui era a casa (come la sottoscritta). Sente casino (come la sottoscritta) e da qui le nostre strade si sono biforcate per sempre.
Abituata a sua figlia e al tran tran variopinto di T5, io ho tolto la modalità rumori esterni e ho continuato a lavorare.
Lui invece si è affacciato e si è beccato la seguente scena: i tipi del terzo piano, evidentemente completamente ubriachi, hanno iniziato a lanciare roba dalla finestra, così per gioco. E mica mutande o foulard: no, no, roba seria!
Piccolo inciso: è noto da tempo che i tipi del terzo piano tanto normali non siano, visto che sono passati alla storia per aver voluto portare - verso Maggio - sul ballatoio la loro scrivania di camera, in modo da poter studiare al sole, bloccando ovviamente il transito a chiunque volesse passare di lì.
Comunque questi deficienti iniziano a lanciare roba (come testimonia la foto del carrello dell'Esselunga pieno zeppo che stazionava sul ballatoio in attesa del volo)
e beccano un povero Cristo in macchina che stava tornando a casa. Questo - comprensibilmente - si prende un attimo di paura a vedersi arrivare addosso una lasagnera da 8. Dopo la paura si prende pure un attimo di incazzatura e lì arriva lui. Lui, il padre di Camomilla, decide che quando è troppo è troppo e che la legge è sempre la legge.
Si rivolge alle forze dell'ordine: chiama i Carabinieri.
Come è andata a finire? I Carabinieri, sentendosi un po' troppi occhi puntati addosso, hanno deciso di continuare la perquisizione in casa, privandoci del bello delle case di ringhiera, ovvero non aver bisogno di nessuna telenovela o serie.
T5 si conferma sempre il posto più chic di Milano.
Non ci facciamo mancare nulla. Domani la portinaia farà in resto.
PS - Sospettiamo che il padre di Camomilla abbia avuto il coraggio di avvertire i Carramba unicamente perché la mamma di Camomilla non era presente, altrimenti lo avrebbe lasciato in 03 secondi. Mollandogli anche la figlia, questo è ovvio.
Come poter continuare a convivere con un connivente della Madama?
Mi sembra di vivere dal vivo "La meglio Gioventù".
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venerdì 15 giugno 2012
Proprietà privata II
Lezioni di puericultura. Continuo a raccogliere indizi sull'educazione da soviet.
Incuriosita, osservo.
Argomento di oggi, dopo microeconomia dell'altro giorno: educazione musicale.
Mi domando se sono stati fatti studi, tenute conferenze e scritte memorie su quale fosse la miglior musica da far ascoltare ai bambini. Non sono un'esperta in materia ma sicuramente dall'appartamento very radical vicino al nostro non ho mai sentito uscire una nota, un accordo, un bemolle di musica commerciale. Mica dico i Venga Boys o Gigi D'Agostino, ma
Incuriosita, osservo.
Argomento di oggi, dopo microeconomia dell'altro giorno: educazione musicale.
Mi domando se sono stati fatti studi, tenute conferenze e scritte memorie su quale fosse la miglior musica da far ascoltare ai bambini. Non sono un'esperta in materia ma sicuramente dall'appartamento very radical vicino al nostro non ho mai sentito uscire una nota, un accordo, un bemolle di musica commerciale. Mica dico i Venga Boys o Gigi D'Agostino, ma
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