mercoledì 14 dicembre 2011

CDA | 14

TRACCOLAIO

Vi confido che non conoscevo la parola "traccolaio" finché non l'ho sentita personalmente nominare dal fattore della casa di campagna, il fidato Nello.
Era una vendemmia di qualche anno fa. Per una volta, il raccolto era stato superiore alle aspettative. Grappoli come piovesse.

Quasi all'ultimo, ci siamo accorti che i tini non riuscivano a contenere tutto. Panico, sguardi smarriti.
Nell'incertezza generale, spunta l'idea di recuperare un capiente contenitore di vetroresina dismesso da tempo, per raccogliere il mosto in eccesso. Complicazioni: il tino improvvisato non può essere appoggiato direttamente al suolo, pena l'impossibilità di effettuare le lavorazioni di cantina. Recuperiamo dei pancali e dei mattoni, costruiamo una struttura improbabile che ricorda tanto le impalcature di bambù dei cantieri di lavoro nepalesi.

Nello squadra poco convinto quanto abbiamo faticosamente prodotto:
"Mmm. Secondo me vien giù tutto, questo l'è un traccolaio!".

Credo di non aver mai riso tanto. Fu un momento memorabile. La scoperta di una parola nuova, autoesplicativa, evidentemente toscanissima, nel contesto più verace che si possa immaginare.

Se scriviamo "traccolaio" su google non viene fuori niente. Il nuovo vangelo, quella della Rete, la nuova verità che si manifesta come l'hit parade delle occorrenze, di click, di riferimenti, cancellerà probabilmente un'espressione come questa.
La Rete, anche se è grande, non lo è abbastanza per lasciare spazio a tutti.
La Rete è relativista. La Rete dice che è vero ciò che è più comune, come se la verità fosse una questione di democrazia, di alzata di mano.
La Rete non considera che dentro la nostra storia, tra di noi, c'è qualche parola che ci portiamo dietro da secoli, che viene tramandata di bocca in bocca, che è stata sussurrata in una cucina di campagna una sera d'inverno, che è stata gridata in qualche campo durante il raccolto, che è stata citata davanti a una specie di enorme bidone di vetroresina, per tanto dimenticato ai margini del bosco.
Non sono i numeri, non è la moda che fa la cultura di un popolo. Non si sostituisce una storia con una ricerca su internet. La Rete perde le sfumature e massifica la conoscenza, speriamo di rendercene conto presto.

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