venerdì 23 dicembre 2011

CDA | 23

RUZZARE


No, non russare. Ruzzare. Doppia z.
E come tutte le parole con la doppia Z (pazzo, puzzo, razzo, mazzo...), ruzzare è una parola netta a cui non piacciono le mezze misure.

Ruzzare, ovvero divertirsi facendo chiasso, mischiando le carte in tavola, giusto per ridere.
Vi fermiamo subito per un'associazione sbagliata: non parliamo di giocare.
Giocare è qualcosa di più serio e impegnativo. Il gioco richiede una certa organizzazione: si deve capire cosa fare, sceglierlo, applicarcisi in qualche modo, portarlo a termine.

Ruzzare no; per ruzzare non serve una pianificazione. Si può usare quello che si trova o semplicemente aggiungere una dose di irrazionalità a un'attività quotidiana. Di colpo, d'improvviso. Il ruzzo non si decide: il ruzzo quando arriva, arriva.
Di un gatto che parte a correre per il corridoio, saltando addosso a chi gli capita davanti, si dice "c'ha i' ruzzo". Lo stesso un cane che si agita e salta addosso a tutti. I bambini che superano il confine e ridono, ridono, ridono, facendo i versi che tanto gli piacciono, altro non fanno che ruzzare.

Il ruzzo è uno scherzo, in maniera scomposta. E sopratutto inaspettata.
Curioso come, generalmente, il ruzzo si applica ad animali e bambini.

E voi: quanto ruzzate?

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