sabato 3 dicembre 2011

CDA | 3

MICCINO

C'è una cosa che difficilmente un toscano sopporta di buon grado: chi fa le cose a miccino.
Sì, a miccino.
Si possono dire tante cose dei toscani, che sicuramente sono polemici, superbi e critici, ma quando si tratta di offrire agli altri, non ne vedrete mai uno tirarsi indietro a dare con generosità, specialmente a tavola.

A miccino. Insomma, con il braccino corto. Odioso vedere i crostini con uno strato infinitesimale di impasto sopra, la pasta con un'ombra sbiadita di rosso che ricorda del sugo. La besciamella: deve essere tanta e strabordare da tutte le parti, incontrollabile. Se a cena gli ospiti finiscono tutto, è lecito interrogarsi se, oltre ad aver sicuramente preparato un pasto clamorosamente buono, - più probabilmente - abbiamo fatto le cose a miccino.
Parlare poco, promettere meno, ma mai fare le cose a miccino. Ecco il segreto per sorprendere le persone.

Mantenere qualcosa di più di quanto ci si aspetti è il modo che noi toscani ci siamo inventati per rendere più felici i nostri amici.
Senza farglielo sapere.

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