martedì 6 dicembre 2011

CDA | 6

LAPIS

Mi passi il lapis, per favore?
Eh?
Il lapis.
Lapis?! La matita, vuoi dire!
No, voglio dire lapis.

Non credo ci siano parti d'Italia che condividano con i toscani questa sfumatura lessicale e spesso mi è capitato di non intendermi lontano da casa.

La penna scrive lasciando un segno indelebile. Il lapis, no, si può cancellare. Ok, è vero, anche la matita si può cancellare.
Tuttavia, il lapis e la matita sono due cose diverse.
La matita è colorata, il lapis no. È grigio e profuma di legno e grafite.
Difficilmente utilizzerete una matita quando avrete più di 13 anni, il lapis lo utilizzerete tutta la vita.
Con una matita si fanno i disegni, con il lapis si possono anche prendere appunti senza sembrare di essere un saccheggiatore di astucci di goldrake.
Matita suona tremendamente italiana e terrena. Lapis sa di latino e trasuda storia e tradizione.

Non usiamo una parola quando possiamo utilizzarne due. I dettagli contano e chi ha un cuore ci tiene, specialmente quando deve scrivere qualcosa di importante.

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