venerdì 16 dicembre 2011

CDA | 16

PAREA PINCO

"Pinco? Forse volevi dire Pinko! Certo, certo! Hai visto che belle le maglie di questa collezione autunno inverno?!"

A Milano, a dire "parea pinco", potrei incappare in un dialogo del genere.
Peccato che io dica Pinco, senza k. Con la c.

Passa uno con la macchinona, diciamo un SUV bianco opaco, tutto fiero come se suo figlio avesse appena preso il nobel per la pace? Una ragazza ritorna trionfante da una giornata di shopping intenso, piena di buste, su dei trampoli di 34 cm, felice come se avesse scalato l'Annapurna? Un uomo cammina per il centro tutto borioso, portando in giro, come un bassotto a pelo ruvido, la sua nuova fidanzata bellissima?

A Firenze si dice: "Uhh! Parea Pinco!"
Un sottile modo di sfottere difronte a una felicità che affonda la sua radice (perché credo sia opportuno non usare nemmeno il plurale) sull'apparire, sulla facciata.
C'è chi li invidia. Può darsi. A noi però piace girarci, sfotterli e dirgli: Madonna, pareva chissacchì!

Madonna! Parea pinco!

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