sabato 17 dicembre 2011

CDA | 17

PISSERO

Siamo quasi a Natale e non ci potrebbe essere periodo migliore per chiarire, una volta per tutte, il significato della parola pissero.

Avete presente quei poveri bambini costretti da genitori incuranti della loro dignità sociale (sì, cari genitori, hanno una dignità sociale anche i vostri figli) a indossare collettoni di trina ricamati da una qualche trisavola? Tutine rosa, con scarpe rosa, sciarpa rosa, maglietta della salute rosa, mutande rosa, pannolone rosa?
Avete presente quelle candele centro tavola orribili (in verità sono sempre le solite 5 che la gente continua a reciclarsi) composte da pigne, rami di abete (che tagliano sempre la mano), ghiande, campanelli e un Babbo Natale che fa sempre tanta simpatia? Quei deliziosi alberelli di ceramica che dovrebbero illuminare le tavole con le candeline da posizionare dentro che poi, matematicamente, fanno scattare gli allarmi anti incendio di 1 condominio su 3?
Avete presente il mitico maglione di lana con i disegni del fiocco di neve sopra, che, chi vi vuole bene, definisce "anni '80" perché non sa la sente di offendervi?

Tutto questo è il pissero, il troppo, lo stucchevole, il lezioso.

Io capii cosa fosse il pissero in un momento preciso della mia vita. È un momento imprecisato nel tempo. Imprecisato ma nitidissimo nella memoria. Avevo più o meno 5 anni e, accompagnando madre e sorelle a far compere, mi imbattei nel primo grande amore della mia vita, che mia madre definì, senza colpo ferire, "decisamente troppo pissero". Fu un colpo. Quasi mortale. Ma non mollai. Combattei fino a che non diventò mio.

Era un pellicciotto di pelo molto folto e molto finto. Rosso. Lucido. Molto lucido.

Pissero. What else?



Per amor di completezza riportiamo comunque la definizione originale:
«Dicesi pissera con valutazione negativa, la donna mediocre di ogni età, sposata o nubile, di solito non molto dotata fisicamente, la quale, aspirando ad essere considerata brava, s’impone comportamenti, modi, abbigliamento, scelte particolari, e si presenta come modello di virtù femminili, che possiede però solo in parte limitata. Allo stesso modo si conferma ai difetti apprezzati dalla società, della quale assume i gusti, esaltandoli nella mediocrità e combinandoli sapientemente».

3 commenti:

  1. Non mi torna... Pubblicato alle 23.21???
    Qui ci vuole il notaio!!

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  2. mi ricordo ancora i tuoi lacrimoni...ed è per colpa tua che adesso cedo alle cose pissere che vogliono le tue nipoti!!!!

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  3. Cate, la verità è che l'ho pubblicato mentre avevo ancora in mano una fetta della tua strepitosa torta di mele! MMMMMMMMMMMMH!!!!!!!! Che buona!!!!!!

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